A mio dire. Quando Piancastagnaio e l’Amiata era un’isola felice

Amiatanews (G. Serafini): Piancastagnaio 20/05/2015
Troppi gli atti vandalici sulla nostra montagna.
Non più la chiave nella porta, ma l’occhiello per guardare al di là.

Commentando telefonicamente con il vice direttore del quotidiano “La Nazione Siena”, Cecilia Marzotti, l’ennesimo furto perpetrato a Piancastagnaio ai danni del bar La Rocca di Diana Perini (due furti in 15 giorni), e lamentando il fatto che  in questo ultimo anno, azioni criminose ai danni di privati cittadini e attività professionali, si sono moltiplicate, mi diceva: “eh…, anche a Piancastagnaio, è finita la tranquillità. Il vostro paese, rispetto ad altre località della nostra provincia per anni è stata un’isola felice. Molto più fortunati rispetto ad altre realtà.

In effetti, se guardiamo la casistica e la cronaca nera, anche per le Forze dell’Ordine locali, i casi di azioni malavitose sono stati, fino a pochi anni fa, casi abbastanza minimi per una realtà piccola come Piancastagnaio. I tempi sono cambiati; la crisi di, cui dovremmo vedere la luce di una ripresa, non si smorza e le piccole realtà, in ritardo, stanno subendo trasformazioni. Anche nel campo della sicurezza sociale, Piancastagnaio, come altri paesi dell’Amiata,  non sembra essere più un paese così “sicuro”, da poter “lasciare le chiavi di casa nella porta”.

Da più parti, si invita a non allarmare più di tanto la popolazione, ma quest’ultimo anno, ha fatto registrare alcuni episodi, che non lasciano certo tranquilli i cittadini. Famiglie che hanno subito l’intrusione da parte di estranei, fin dentro la propria casa, dentro la stanza da letto, con una violazione talmente meschina della propria vita, da rimanere scioccati e senza parole. Persone derubate, mentre stavano accudendo, nel vicino ospedale di Abbadia San Salvatore, il congiunto malato grave. Automobili rubate, e ritrovate dopo giorni a centinaia di chilometri di lontananza. Laboratori di pelletteria, rapinati e migliaia di borse, pronte per la consegna sottratte, lasciando i proprietari in situazioni drammatiche, pensando anche al grande lavoro che sta reggendo in piedi l’economia di buona parte dell’Amiata, almeno senese. E poi c’è la condizione interiore di chi si sente ferito nella propria dignità e nella propria sfera di affetti e ricordi, trafugati per quattro spiccioli, ma cari a chi li ha posseduti da una vita, e che sono il tramite all’affetto dei propri cari, vivi e defunti.

504285_500005_logo_sicurezzapaTutto questo, ha fatto si, che anche a Piancastagnaio nascesse come a Castel del Piano, un gruppo di persone organizzate dal nome “Piano Sicura”, costituito da professionisti e cittadini, conosciuto anche dalle Forze dell’Ordine, che fa riferimento all’Associazione “Sicurezza Partecipata”. Lo scopo è quello di interagire, con cittadini, associazioni di volontariato, sportive, Contrade, scuole e sociali, per far si che si possa dare un’attenzione più particolare alla vita quotidiana del paese, cercando di segnalare i casi sospetti quando si ha la percezione che potrebbe essere compiuto un atto criminoso in paese; naturalmente, adoperandosi in collaborazione con le Forze dell’Ordine, a cui solo spetta il compito della gestione di un’azione criminosa. A qualcuno l’idea, è sembrata una volontà di creazione di ronde o attività con scopo delatorio, che difficilmente potrà trovare consenso nei cittadini, chiamati poi a dover testimoniare su eventuali segnalazioni o riconoscimenti. In tal senso, gli ideatori del gruppo, hanno comunque affermato di  usufruire di informazioni in anonimato e di non voler assolutamente porsi come alternativa al lavoro delle Forze dell’Ordine locali.

Resta comunque il fatto, che la sicurezza, è un bene assoluto per tutti e va tutelata con attenzione, anche guardando con più attenzione alle nuove realtà che si stanno formando nel nostro paese, visto che ormai il tempo della chiave nella serratura è passato e, adesso, è più che mai utile e necessario l’occhiolino di vetro sul portone, che permette alle persone, in particolare quelle anziane, di guardare chi è colui che ha suonato il campanello dall’altra parte del portone, decidendo se aprire o no.

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