A mio dire. L’ assunzione di Maria al Cielo, in una giornata di festa per tutti

Amiatanews (G. Serafini): Piancastagnaio 15/08/2016
Oggi, Festa dell’Assunzione di Maria è anche per tutti, il giorno di Ferragosto, momento di svago, divertimento e dello stare insieme.
Piancastagnaio, uno dei centri amiatini, con la più forte devozione alla Vergine, le dedica, come Castel del Piano, un Palio.

Non è la prima volta che questa rubrica si occupa di attualità attraverso riflessioni di carattere religioso. Oggi, Festa dell’Assunzione di Maria è anche per tutti, il giorno di Ferragosto, momento di svago, divertimento e dello stare insieme

Quando il sole è allo Zenith e l’estate è ormai nel suo pieno tempo, i Cristiani festeggiano la Madre di Dio, nella sua glorificazione terrena, l’assunzione del suo corpo incorruttibile nel cielo accanto al figlio. Questa antica ricorrenza liturgica, che la Chiesa cattolica ha riconosciuto nel 1950, sotto il pontificato di Pio XII° come dogma, cioè atto di fede, veniva chiamata anticamente “Dormitio Marie”, la “dormizione di Maria”. In alcun modo, non si voleva pensare che cole i che aveva generato il Salvatore, avesse chiuso gli occhi per sempre, diventando preda della corruzione terrena della morte.
Tra le belle leggende che sono fiorite intorno alla figura di Maria Santissima, ve ne sono due che mi hanno sempre colpito, prese anche dai Vangeli apocrifi, quelli non riconosciuti canonicamente dalla Chiesa, ma che, per il loro fascino, hanno suscitato tanta  attenzione da parte di scrittori, poeti, musicisti. La prima  racconta, che, sentendo giungere la propria fine nella sua piccola casa di Efeso, dove si era ritirata insieme all’apostolo Giovanni, dopo la risurrezione di Gesù, Maria si stava preparando a lasciare questo mondo. Gli apostoli, che erano ormai sparsi  in tutto il mondo a divulgare la buona novella, secondo il comando del Cristo, furono richiamati ad Efeso dagli angeli dove, in lacrime, assistettero alla morte di Maria, vedendola poi salire al cielo con il suo corpo, attorniata dalla gloria degli angeli. L’altro racconto, parla dei discepoli, che arrivati alla tomba della Madonna, non trovarono il suo corpo, ma  un fascio di rose profumate.

L’Amiata è ricca di riferimenti a Maria, e, particolarmente Piancastagnaio, dove vivo, è nota per la sua devozione alla Vergine, visibile al visitatore dalle decine di piccoli tabernacoli nelle vie del borgo antico e, in parte, anche in quello nuovo, con piccoli altari anche nel bosco, che, in particolar modo nel mese di Maggio, sono meta di preghiera di decine di persone (donne in particolare), che pregano le loro litanie con spesso, i nipotini accanto.

Come mi diceva tanti anni fa, un vecchio sacerdote di Piancastagnaio, il paese amiatino è completamente nelle mani di Maria attraverso le sue Chiese. Infatti, per chi sale a Piancastagnaio, il primo incontro con Maria, è con la piccola cappellina della Madonnella, restaurata qualche anno fa da Franco Furzi. Poi, appena entrando nel borgo, incontra la bella Chiesa della Madonna delle Grazie e, poco più avanti, nel pieno centro del paese, la pieve di Santa Maria Assunta, la parrocchia. Chi parte, non può che invocare la venerata immagine della Madonna di San Pietro, Santuario amiatino.
Alla Vergine, l’artista Cecilia Rigacci, ha dedicato, durante la presentazione del bellissimo Palio di quest’anno, alcune belle riflessioni che, forse, dovrebbero aiutarci a vivere meglio i nostri giorni, i nostri anni, il nostro tempo. Le parole di Cecilia, hanno espresso un amore particolare per la Madonna, al di là dell’opera eseguita, dove, la figura della donna, la Madonna, cammina insieme al bambino, tenendosi per mano.
Nelle nostra vita, spesso sperimentiamo il dolore, l’angoscia, l’abbandono. E nei momenti della prova, le labbra umane esprimono la ricerca di persone più care, con parole come “mamma”, “Madonna Santa.”  E capita che, nei momenti di abbandono, si possa gridare : “Madonna mia, dov’eri quando ti invocavo nelle mia solitudine?”

Siate sicuri che lei  risponderà: “Figlio mio, lo sai che ti amo e ti ho sempre amato. I giorni in cui gridavi a me, convinto nel tuo dolore che ti avessi abbandonato, erano proprio quelli  in cui ti portavo in braccio come una buona madre”.

Auguri di Buon Ferragosto.

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