A mio dire. Lo scioglimento di Muoviti Piano…”un vino giovane che non ha saputo fermentare”

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 03/03/2016
Quando una forza, creata dagli stessi cittadini, nata in alternativa ai vecchi sistemi elettorali, smette di esistere, non c’è da compiacersene.
Lo scioglimento di “Muoviti Piano”, è il risultato di una seria crisi della proposta e della risposta politica, presente anche a Piancastagnaio

Qualche mese fa, nel mio corsivo quindicinale “A Mio dire”, titolavo, con preoccupata partecipazione, la lunga assenza della lista civica “Muoviti Piano” dalla scena politica e civica pianese, prendendo, ad esempio, un celebre versetto evangelico “… il vino nuovo in otri vecchi…”, scelto per commentare la lenta agonia di una forza politica, protagonista dell’ultima tornata elettorale amministrativa del 26 Maggio 2014. Scrissi il pezzo, senza alcuna voglia di critica, ma mosso dal domandarmi, il perché di una così repentina uscita di scena, perlomeno, uscita di dialogo e dibattito, su temi molto importanti per la nostra comunità e non solo: Floramaiata e la conseguente crisi occupazionale e finanziaria, la crisi economica, la sicurezza, la geotermia, le problematiche ambientali, la dissestata viabilità tra ponti chiusi, frane e collegamenti in tilt.
L’annuncio, l’altro giorno, dello scioglimento di “Muoviti piano”, sinceramente, mi ha fatto riflettere, e, onestamente, mi è dispiaciuto, perché, quando una forza, creata dagli stessi cittadini, nata in alternativa ai vecchi sistemi elettorali, smette di esistere, non c’è da compiacersene.
Intendiamoci, non voglio fare un’accurata indagine sul perché di questa debacle; non voglio cercare cause terze su questo fallimento: mi sembra, anzi ci sembra, come Amiatanews, che la grande forza che questi giovani avevano proposto, non meritava certo una fine peggiore.
All’indomani dall’inizio della campagna elettorale, Muoviti Piano, si era subito distinta per un’autonomia dalle forze politiche locali, decidendo di correre per conto proprio. Le varie strizzatine d’occhio e i numerosi inviti da parte di altre forze politiche tradizionali, erano state gentilmente rimandate al mittente. Gli incontri fatti con la popolazione, con le associazioni culturali e sociali del paese, erano stati affrontati da una bella squadra di candidati, composta principalmente da giovani studenti, professionisti, lavoratori dei vari settori produttivi pianesi e non solo. In molti avevano, sperato, che questi giovani, avrebbero portato una ventata di novità, in questa politica, forse incapace di sognare un nuovo paese.

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La tornata elettorale, non gli aveva dato la vittoria e, dunque, la possibilità di governare, ma i voti, 503, erano stati un bell’incentivo per poter, perlomeno, affrontare una nuova attività di opposizione e di controllo. Perché, la gente, diciamolo francamente, anche a Piancastagnaio, da sempre sogna una classe dirigente, che faccia del politichese un continuo biglietto di ingresso alla partecipazione attiva, che non si debba solo  guardare a fatto compiuto, salvo poi commentare quello che non va’. Ci credevamo e ci speravamo, al di là del voto in cabina, ma, purtroppo, l’esperienza di altre composizioni locali, che certamente hanno saputo trasformare in Consiglio Comunale, per due legislature, il dibattito acceso, ma molto interessante, non è stata quella di Muoviti Piano. Presente alle assemblee due volte, con la sua rappresentante Manuela Sbrolli, nell’ultimo suo consiglio, la quale, dopo la lettura di un pesante ordine del giorno contro l’Amministrazione, a cui seguì un vivace dibattito con il primo cittadino Luigi Vagaggini, sbatte la porta, andandosene e non mettendo più piede nell’aula consiliare.
Ecco, purtroppo, per ritornare sul tema iniziale, ci dispiace, che questa realtà, non abbia potuto dare il meglio di se, che sicuramente poteva dare a beneficio di tutti. Ne prendiamo atto, ma dobbiamo purtroppo ammettere, che, questo “fallimento”, lo scioglimento di “Muoviti Piano”, è il risultato di una seria crisi della proposta e della risposta politica, presente anche a Piancastagnaio; questo non è un bel segno per la comunità, che aspetta novità e risposte concrete sui tanti problemi legati a cittadini ed imprese, tra cui quelli prima elencati.

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