A mio dire. Se l’Italia cade a pezzi… Dalla Puglia all’Amiata Val d’Orcia

Amiatanews (G. Serafini): Piancastagnaio 13/07/2016
Troppi disastri e troppi “se” e “ma”. Burocrazie, mancanza di investimenti, incuranza nell’ordina amministrazione delle infrastrutture, difficoltà per gli Amministratori Pubblici di operare.

Ringrazio veramente Marco Conti, il direttore editoriale di Amiatanews, che cura la pagina grafica del nostro giornale on line, che ogni giorno, ci offre con la sua interessante copertina di apertura, un tema locale e nazionale, con la notizia sempre aggiornata di quello che accade nel mondo e nella nostra realtà locale, per farci, se non altro riflettere e discutere, sulle vicende e gli accadimenti che coinvolgono la nostra società.
Oggi, non possiamo non intervenire, lasciando spazio alla condivisione di cordoglio e se vogliamo di rabbia, per l’ennesimo fatto tragico con oltre 25 morti, che ha coinvolto la Puglia ieri mattina alle 11,30, che ha visto, con lo schianto dei due treni, il ripetersi di situazioni assurde che vedono franare il sistema della viabilità, dei trasporti sulle strade e le ferrovie strade del nostro italiane.Una tragedia che si poteva evitare, errore umano, linee quelle del sud ormai arcaiche e fatiscenti? Non sta a noi dare un giudizio e trovare colpe o giustificazioni, che solo le indagini e i rilievi ancora in corso da parte della magistratura e delle forze dell’ordine, dovranno accertare, anche se purtroppo, nessuna di esse potrà riportare in vita le vittime, consolare i familiare, rimuovere il tremendo shock di chi è rimasto ferito, di chi ha assistito inerme al disastro, di chi sarà segnato per sempre dalla tragedia.

Da questa immagine, la riflessione su come i disastri in Italia, trovano, purtroppo, il loro divenire tali da una serie di abbandoni in quelle che dovrebbero essere le manutenzioni normali di strade, ponti, ferrovie, laghi, mari e fiumi. Ad ogni sciagura, si dice sempre che si è abbandonata la revisione e la manutenzione delle infrastrutture e dei territori. I tecnici specializzati e gli studiosi, lanciano ormai quotidianamente l’allarme sui fiumi e torrenti, la cui pulizia degli argini è da anni abbandonata.
Anche l’Amiata, purtroppo, non è da meno  in fatto di  vie e di trasporti in crisi. Qualche giorno fa, la manifestazione dei cittadini di Abbadia San Salvatore, sulla difficile e pericolosa situazione della SP 18 in Loc. Esasseta. Nel mese di Maggi, a Castiglione d’Orcia, la manifestazione presso il Comune, del comitato per la riapertura del tratto della sempre presente SP 18, nel tratto da Campiglia d’Orcia ad Abbadia San Salvatore, chiusa per smottamenti da diversi anni; al Vivo d’Orcia, in questi giorni, sono stati eseguiti lavori, per il ripristino della strada provinciale, coinvolta in una voragine che ha tenuto interrotto il traffico; il Ponte delle Luci in Val d’Orcia, franato e interrotto, senza alcuna soluzione di ripristino; la grossa frana sotto Piancastagnaio che minaccia sempre più il paese, con  prospettiva di un concreto isolamento; la provinciale in prossimità di Monte Amiata Scalo, nel tratto facente parte del Comune di Castiglione D’Orcia, da diversi mesi percorribile con semaforo e senso unico alternato; il Pone sulla Cassia, i cui lavori sono iniziati ma, come testimoniano i responsabili della ditta che ne cura i lavori, non è stato redatto ancora un progetto tecnico, e ancora, ancora…. strade che stanno pian piano dissestandosi, creando tensione e panico tra chi viaggia.

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Tutto questo, quando da parte delle ex provincie toscane, ormai abolite, si è dichiarato, nei giorni scorsi, otto provincie su nove, il disastro economico indotto, a causa dei mancati finanziamenti alle regioni da parte del governo centrale. Una stretta che vede, purtroppo, infliggere alle amministrazioni locali gravi penalità in fatto di servizi essenziali.
Dobbiamo dire, che chi amministra, oggi, non lo fa certamente con il cuore leggero, stretto tra mille vincoli economici, burocratici e legali derivanti anche dalla riorganizzazione degli enti locali. Talvolta, l’ombra della magistratura, aleggia anche quando non ve ne sia motivo concreto, quasi a rendere impossibile il lavoro di Sindaci o responsabili pubblici, come nel caso degli amministratori di Genova, condannati per la tragica alluvione del 2012.
Questo tipo di soluzione non piace a nessuno e rischia di togliere forza a chi ne mette molta per portare soluzioni e non problemi.

Il cordoglio e la vicinanza di Amiatanews per le vittime e le famiglie coinvolte nel tragico incidente ferroviario.

 

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