Amiata. Geotermia: NoG.E.S.I. lancia un appello per la mobilitazione contro la geotermia del 5 novembre

A Roma tappa importante per la riforma del settore geotermia La rete NOGESI lancia un appello anche agli amministratori per la buona riuscita della giornata di mobilitazione nazionale per dire no alla geotermia elettrica, speculativa e inquinante del prossimo 5 novembre a Roma presso la Camera dei Deputati, Auletta Gruppi Parlamentari, Via Campo Di Marzio 74, dalle ore 9.30 alle 14.00, con una conferenza stampa in un locale attiguo alle ore 12.00, e un presidio in piazza di Montecitorio, dalle ore 14.00 alle 18.00. “La giornata del 5 novembre – si legge nella nota della Rete – è una tappa importante per la riforma del settore geotermia  che anche il Parlamento chiede con forza al Governo di effettuare. Il tempo è scaduto (15 ottobre), la riforma è sempre più necessaria. Noi andiamo a Roma per ricordare questo al Governo ed al Parlamento e per avanzare precise proposte. Ma il successo della giornata sarà anche importante per le decine di vertenze aperte nel  paese a cominciare da Castel Giorgio-Torre Alfina, a Montenero, ai progetti Magma Energy ed agli altri permessi di ricerca nelle nostre regioni, alle altre trivellazioni geotermiche nei Campi Flegrei, alla Sardegna. Un suo insuccesso sarà un colpo anche per queste lotte che vedono istituzioni locali e popolazioni unite come non mai in difesa dei propri territori. Per tale motivo vi chiediamo di farvi promotori della massima mobilitazione dei vostri cittadini a Roma. La sala del Convegno è grande, può contenere fino a 300 persone”. L’iniziativa, che segue ad una prima mobilitazione nazionale del 5 marzo 2014 ed a moltissime mobilitazioni territoriali, prevede un convegno, a cui parteciperanno scienziati, parlamentari, sindaci, avvocati, rappresentanti dei comitati. La Rete NOGESI rappresenta il coordinamento nazionale di numerose associazioni sorte nei territori interessati dai progetti di trivellazioni e nuovi impianti geotermici. Contro le trivellazioni e la costruzione degli impianti, ritenuti dannosi per l’ambiente e le attività economiche presenti nei territori, pericolosi per la salute e la sicurezza idrogeologica, sono da tempo scesi in campo non solo i cittadini ma anche le amministrazioni locali, con in testa i sindaci, più volte scesi in piazza indossando la fascia tricolore, anche per manifestare un disagio istituzionale verso il piano di privatizzazione selvaggia della geotermia, operato dal Governo Berlusconi e non ancora riformato dall’attuale Esecutivo. Numerosi anche gli scienziati (geologi, vulcanologi, naturalisti) che hanno lanciato l’allarme sulla pericolosità degli impianti, ed i parlamentari di diversi schieramenti, che in Commissioni Riunite Ambiente (VIII) e Attività produttive (X) hanno approvato all’unanimità lo scorso 15 aprile una Risoluzione che impegna il Governo alla non improcrastinabile riforma del settore entro il 15 ottobre 2105. Ma la giornata del 5 novembre non sarà soltanto di dibattito e protesta: la Rete NOGESI presenterà anche un articolato documento di proposte, elaborate con il supporto di autorevoli esperti, intendendo così ricordare al Governo che il tempo è scaduto ed è necessaria la riforma orientata verso una nuova legislazione del settore, che risolva il problema della scarsa credibilità dell’attuale piano geotermico del Governo. Info: Vittorio Fagioli (Rete Nogesi): 0763/217309: mail: vittorio.fagioli@alice.it Si riporta la risoluzione sulla geotermia nel testo approvato dalle Commissioni VIII e X della Camera dei Deputati nella seduta del 15 aprile 2015, risoluzione di cui la Rete Nogesi reclama l’applicazione. “Le Commissioni VIII e X, premesso che: quella « geotermica » è una forma di energia naturale che trova origine dal calore della terra e, tra le energie rinnovabili, ha un valore aggiunto che condivide soltanto con l’idroelettrico: la continuità della produzione. Per questo motivo, i progetti più interessanti affiancano oggi la geotermia alle altri fonti rinnovabili, per le quali verrebbe a costituire un importante sostegno nei momenti di scarsa produzione. La geotermia, quindi, può essere intesa come un elemento importante per la « green economy » e un sostegno significativo per sviluppare politiche « low carbon»; lo sviluppo corretto della geotermia porta con sé inoltre non solo benefici ambientali, contribuendo in maniera importante alla lotta contro i cambiamenti climatici, ma offre anche importanti occasioni per la creazione di nuovi posti di lavoro; l’Italia, per le sue caratteristiche morfologiche, ha risorse geotermiche importanti e poco sfruttate: secondo i dati forniti dall’unione geotermica italiana, le risorse geotermiche del territorio italiano potenzialmente estraibili da profondità fino a 5 km sono dell’ordine di 21 exajoule (21×1018 joule, corrispondenti a circa 500 mtep, ovvero 500 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio). I campi geotermici ad alta entalpia, per il cui sfruttamento disponiamo di una tecnologia matura, e il cui utilizzo per la produzione di energia geotermoelettrica è oggi possibile a costi competitivi con le altre fonti energetiche, si trovano nella fascia preappenninica – tra Toscana, Lazio e Campania –, in Sicilia e Sardegna così come nelle isole vulcaniche del Tirreno; considerata quindi l’importanza e la rilevanza strategica della geotermia, impegnano il Governo:

  • ad avviare le procedure di zonazione del territorio italiano, per le varie tipologie di impianti geotermici, identificando le aree potenzialmente sfruttabili in coerenza anche con le previsioni degli orientamenti europei relativamente all’utilizzo della risorsa geotermica, e in linea con la strategia energetica nazionale; -ad emanare, entro sei mesi, « linee guida » a cura dei Ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che individuino nell’ambito delle aree idonee di cui al punto precedente anche i criteri generali di valutazione, finalizzati allo sfruttamento in sicurezza della risorsa, tenendo conto delle implicazioni che l’attività geotermica comporta relativamente al bilancio idrologico complessivo, al rischio di inquinamento delle falde, alla qualità dell’aria, all’induzione di micro sismicità;
  • a rilasciare, a seguito dell’emanazione delle linee guida, tutte le autorizzazioni per i progetti di impianti geotermici, comprese quelle relative ai procedimenti in corso, nel rispetto delle prescrizioni ivi previste;
  • a far sì che, nella valutazione di impatto ambientale (Via), si tenga conto in particolare delle implicazioni che l’attività geotermica comporta relativamente al rischio di inquinamento delle falde, alla qualità dell’aria, all’induzione di micro sismicità;
  • ad assumere iniziative volte a ridurre i tempi procedimentali per le autorizzazioni, al fine di consentire lo sviluppo delle attività finalizzate all’utilizzo di nuove tecnologie per lo sfruttamento della risorsa geotermica, ad esclusivo onere finanziario dei privati, per poter riportare il settore a competere nel mondo come leader dell’energia rinnovabile;
  • a favorire lo sviluppo e la diffusione della geotermia a bassa entalpia, ossia ad impianti che sfruttano il calore a piccole profondità, per l’importante contributo che può dare alla riduzione del fabbisogno energetico del patrimonio edilizio italiano;
  • ad assumere iniziative per rivedere gli attuali meccanismi incentivanti garantiti al geotermico, in quanto fonte rinnovabile, al fine di sostenere maggiormente quelle a minore impatto ambientale;
  • ad assumere iniziative dirette ad armonizzare i diversi regimi di incentivazione attualmente vigenti per gli impianti geotermici pilota e quelli ad autorizzazione regionale utilizzanti le stesse tecnologie;
  • ad assumere iniziative per inserire nella regolamentazione, con opportune penali, l’obbligo della sigillatura del pozzo atta ad evitare la possibilità di scambio di fluidi tra falde idriche diverse e l’obbligo di evitare il depauperamento della risorsa idrica di falda e di superficie sia in termini quantitativi che qualitativi;
  • ad assumere iniziative dirette a subordinare il rilascio delle autorizzazioni alla stipula di una polizza fidejussoria a garanzia di eventuali danni all’ambiente, alla salute pubblica e alle attività produttive circostanti;
  • a prevedere nella fase prerealizzativa un pieno coinvolgimento delle amministrazioni e delle popolazioni locali nel processo decisionale favorendo l’eventuale applicazione del principio di precauzione;
  • ad assumere iniziative normative affinché per gli impianti già a regime e per quelli che eventualmente verranno realizzati sia previsto (pena la sospensione della concessione) un sistema di controlli ambientali effettuati dalla competente Agenzia Regionale per la Protezione ambientale, a spese del concessionario, volti a verificare (pena la sospensione della concessione) che le attività geotermiche non incidano sul chimismo delle acque destinate al consumo umano rispettando i requisiti del decreto legislativo n. 31 del 2001, che le altre matrici ambientali non risultino contaminate e che la micro sismicità non aumenti significativamente, prevedendo anche che i risultati dei controlli e dei monitoraggi supplementari, da realizzare secondo le linee guida emanate dal Ministero dello sviluppo economico, siano divulgati al pubblico tempestivamente dall’acquisizione per il tramite dei siti Internet del gestore, dell’autorità d’ambito e dell’agenzia ambientale competente per quel territorio.
8-00103 Braga, Abrignani, Pellegrino, Segoni, Vallascas, Luciano Agostini, Albini, Arlotti, Benamati, Borghi, Cenni, Dallai, Donati, Giammanco, Gnecchi, Giuliani, Manzi, Marchi, Mariani, Mazzoli, Moretto, Terrosi, Tentori, Castiello, Luigi Cesaro, Daga, Da Villa, Della Valle, De Rosa, Distaso, Fantinati, Ferrara, Nicchi, Marti, Martinelli, Polidori, Romele, Vella, Ricciatti, Zaccagnini, Zaratti, Bernini Massimiliano, Busto, Crippa, Lupo, Mannino, Micillo, Prodani, Terzoni, Tofalo, Zolezzi, Artini, Mucci.  ]]>

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