Redazione. "Novena laica". Gozzano: "La Notte Santa"

“Novena laica”, Il Natale dei grandi poeti: Guido Gozzano. Dall’idea di Giuseppe Serafini, conosciuto e stimato collaboratore di Amiatanews, la rubrica “Novena laica”, appuntamento giornaliero con la poesia dei grandi poeti italiani dedicata al Natale. L’appuntamento di oggi è con Guido Gozzano e con la sua poesia “La Notte Santa” Guido Gozzano (Torino, 19 dicembre 1883 – Torino, 9 agosto 1916) fu un poeta solitario, un’anima sofferente, sia per la sua malattia fisica, sia perché aspirava a vivere in modo diverso da quello che gli era toccato. Questo conflitto interiore caratterizzò non solo la sua esistenza bensì anche la sua cultura e la sua produzione poetica (presentazione ripresa da www.studenti.it)

LA NOTTE SANTA

di Guido Gozzano

 Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!  Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.  Presso quell’osteria potremo riposare,  ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

Il campanile scocca  lentamente le sei.

– Avete un po’ di posto, o voi del Caval Grigio?  Un po’ di posto per me e per Giuseppe? – Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;  son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe

Il campanile scocca  lentamente le sette.

– Oste del Moro, avete un rifugio per noi?  Mia moglie più non regge ed io son così rotto! – Tutto l’albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:  Tentate al Cervo Bianco, quell’osteria più sotto.

Il campanile scocca  lentamente le otto.

– O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno  avete per dormire? Non ci mandate altrove! – S’attende la cometa. Tutto l’albergo ho pieno  d’astronomi e di dotti, qui giunti d’ogni dove.

Il campanile scocca  lentamente le nove.

– Ostessa dei Tre Merli, pietà d’una sorella!  Pensate in quale stato e quanta strada feci! – Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.  Son negromanti, magi persiani, egizi, greci…

Il campanile scocca  lentamente le dieci.

– Oste di Cesarea… – Un vecchio falegname?  Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?  L’albergo è tutto pieno di cavalieri e dame  non amo la miscela dell’alta e bassa gente.

Il campanile scocca  le undici lentamente.

La neve! – ecco una stalla! – Avrà posto per due? – Che freddo! – Siamo a sosta – Ma quanta neve, quanta!  Un po’ ci scalderanno quell’asino e quel bue… Maria già trascolora, divinamente affranta…

Il campanile scocca  La Mezzanotte Santa.

Alleluia, alleluia,  è nato il sovrano bambino!  La notte che già fu sì buia  risplende di un astro divino!  Non sete, non molli tappeti,  ma un poco di paglia ha per letto,  ben come nei libri hanno detto  da quattro mill’anni i profeti.  Per quattro mill’anni si attese  quest’ora su tutte le ore,  è nato il Signore, è nato nel nostro paese!  La notte che già fu si buia  risplende di un astro divino  è nato il sovrano Bambino  Alleluia, alleluia!

 

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