Redazione. Le parole del Giubileo: “pellegrinaggio”

Amiatanews (G. Serafini): Amiata 09/01/2016
Giubileo: un anno straordinario per proclamare la Misericordia di Dio.
“Pellegrinaggio”:  la seconda delle 12 parole per capire e camminare verso il Giubileo.

La seconda parola, che vorremmo meditare ed approfondire, in questo “Anno della Misericordia”, il Giubileo, voluto ed aperto solennemente da Papa Francesco, lo scorso 8 dicembre, solennità della Immacolata Concezione di Maria Santissima, è “pellegrinaggio”, cioè “camminare verso un luogo sacro”, in funzione di un voto da adempiere, come atto di riconoscenza, a segno di penitenza. Mentre stavo scrivendo ed  impostando questo articolo, per voi, amici di Amiatanews, pensavo ad una normale dissertazione storica sui grandi pellegrinaggi, che, nella storia e nel tempo, le grandi religioni, hanno anche imposto, alle masse, magari costringendole ad affrontare lunghi percorsi e viaggi, verso mete lontane e non sempre possibili.
L’episodio, che invece, m’è capitato, lungo il tratto della Cassia nella mattinata di venerdì, avanti ieri, con  l’incontro di alcuni giovani pellegrini, provenienti dal Veneto, in marcia a piedi verso la “Città Eterna”, mi ha convinto a spostare l’asse di questo argomento, su cose molto più vicine alla nostra realtà quotidiana.
A volte, la vita ci riserva storie amare, vuoi per un amico, un familiare, una persona cara; siamo costretti a fare quello che, umanamente, non  vorremmo fare. Se poi la morte toglie dalla nostra quotidianità qualcuno di veramente caro, vogliamo trovare un qualche cosa per poter far vivere quella persona. E i modi per onorare la memoria, possono essere infiniti e particolari nei gesti concreti.

I ragazzi sulla Francigena in Val d'Orcia (Foto G. Serafini)
I ragazzi sulla Francigena in Val d’Orcia (Foto G. Serafini)

Per Daniele e i suoi tre giovani amici di Valpolicella (Verona), il ricordo di un loro coetaneo, carissimo amico, morto giovane tre anni fa, si è trasformato nella voglia di effettuare un lungo pellegrinaggio “laico”, dal Veneto a Roma. Ieri, i quattro ragazzi ha intrapreso la parte sud dell’antica Francigena, entrando in questo tratto di strada ormai sempre più vicino. Tutti giovani lavoratori, si tratta appunto di mantenere una vecchia promessa, fatta al loro amico, quella appunto di percorrere in gruppo l’antica via dei Romei. Come mi hanno raccontato durante alcuni minuti di sosta, sono partiti da circa un mese affrontando la strada, la stagione, fino ad oggi clemente, e, attraversando gli Appennini, riparandosi in ostelli di fortuna, celebrando le recenti feste natalizie, lungo la strada. Volti stanchi, tanta fatica apparente, ma una bellissima solarità nei volti, quella di chi fa le cose con amore e disponibilità .Una piccola sosta in Val d’Orcia, ai piedi dell’Amiata, in prossimità di Gallina, sulla Cassia, poi di nuovo in marcia.
Parlando degli assenti da questo mondo, il poeta Charles Péguy, diceva: “Io non sono scomparso, sono nella stanza accanto, cammino con te, sono all’altro lato della strada”.
Ci sembra, a giudicare, dalla vivacità ed allegria di Daniele e dei suoi tre amici in viaggio verso Roma, che il loro amico, sia insieme a loro, magari in un’altra dimensione, camminando e cantando, secondo una celebre frase di Sant’ Agostino vescovo.

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