Redazione. “Le parole del Giubileo”: il significato della parola “Giubileo”

Amiatanews:08/12/2015
Giubileo: un anno straordinario per proclamare la Misericordia di Dio.
“Giubileo”:  la prima delle 12 parole per camminare e capire il Giubileo.

Oggi, Papa Francesco, aprirà solennemente l’Anno Santo straordinario della Misericordia”. E’ il Giubileo. Ma quali sono le origini del Giubileo e quali gli impegni del Giubileo ebraico, come anno di Dio? Innanzitutto l’etimologia della parola Giubileo. L’anno Sabbatico, che si teneva ogni 50 anni, era annunciato dal suono del corno, lo “shofar”, in ebraico Yobel, termine da cui deriva proprio la parola Giubileo. Durante il suono del corno, il pio israelita, recitava questa bella preghiera: “Benedetto sei tu, Signore Dio nostro, Re dell’universo, che ci fai Santi e ci chiami ad ascoltare il suono dello shofar.”
Troviamo l’indizione del Giubileo ebraico, nel libro del Levitico, al capitolo 25, v 10:”dichiarerete santo il cinquantesimo anno e dichiarerete la liberazione in tutto il paese per i suoi abitanti: sarà per voi un Giubileo, ognuno di voi, tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia”. Questo versetto, è legato, indissolubilmente, alla celebrazione dello Shabbat, o riposo settimanale, perché nella Genesi è scritto che alla fine della creazione Dio si riposò il settimo giorno, consacrandolo.
E come il venerdì sera, l’israelita cessa il lavoro servendo per un giorno intero l’Eterno. Solo in Israele, il popolo ebraico ha l’obbligo di restituire la terra a Dio, perché solo all’eterno appartiene. Nel pensiero teologico,  che avvolge tutto il mistero di questo anno, interamente dedicato a Dio, vi è una molteplicità di temi legati all’amore e all’ascolto della Torah, la legge di Dio.
L’impossedibilità della terra: la terra, che dà i suoi frutti, che dà la vita, il primo dei doni creati da Dio, diventa in questo anno Santo e Misericordioso per il popolo amato da Jahvè, oggetto che partecipa allo Shabbat, al riposo di Dio. La terra, si rifiuta di essere sottomessa al dominio dell’uomo e contesta la pretesa di questi di ridurla ad oggetto del proprio dominio; in questo anno, infatti, non vengono effettuati i lavori della campagna, ci si alimenta con quello che di spontaneo dà la terra. In questo contesto, vediamo il secondo aspetto, che è la Signoria di Dio. La terra è di Dio e non può essere dell’uomo, Nella terra, l’uomo è inquilino, è ospite, forestiero, accolto da Dio che ne è l’unico e legittimo proprietario. Da qui la gratuità che è l’amore disinteressato di Dio, che non  lascia morire i suoi Figli, com’è scritto nel levitico. Gli ultimi tre principi che animano il senso del Giubileo Ebraico, sono i temi della giustizia, della fine delle disuguaglianze, del perdono; sono questi princìpi, su cui si basa questo anno giubilare Cristiano, un anno di grazia, che Isaia mette sulla sua bocca, invocando mille anni prima, la venuta del Messia e che Gesù farà sue, nella sinagoga di Nazareth “per proclamare un anno di Grazia del Signore.”
Tutto secondo la sua misericordia.

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