Piancastagnaio. Nel ricettario “Alice nella Cucina delle Meraviglie”, insegnamento, tradizione e valore sociale della tavola

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 17/07/2016
Le insegnati Antonella Sabatini e Mariella Groppi, hanno presentato un volume dedicato alla raccolata dei sapori del cibo amiatino, tra le curiosità, aneddoti e storie che nascono tra i fornelli e il territorio.
Nel libro, la ricetta del “Cuddiruni” che Andrea Camilleri, cittadino del Bagnolo di Santa Fiora, ha voluto donare alle autrici

Un nuovo libro di ricette “del tempo che fu?”; nostalgia di sapori antichi e irripetibili? Forse, ma  per Antonella Sabatini e Mariella Groppi, entrambi insegnanti di scuola elementare, l’una a Grosseto, l’altra a Castell’Azzara, l’aver raccolto decine e decine di antiche ricette, racchiuse in uno splendido volume di oltre trecento pagine, edito da Stampa Alternativa di Pitigliano, non è stato solo un impegno di ricerca e valorizzazione della memoria, ma anche un impegno didattico da trasmettere alle nuove generazioni.
Questa fatica, ma anche questo divertimento, come le stesse autrici hanno sottolineato, è stato presentato ieri sera, Sabato 16 Luglio, presso la Biblioteca Comunale “Angelo Ferrazzani” di Piancastagnaio, alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune, Elisabetta Bensi, a conferma dell’attenzione dell’Amministrazione Comunale e delle Biblioteche, Musei e Archivi Storici dell’Unione dei Comuni Amiata Val d’Orcia, nella promozione di eventi inerenti la cultura, la storia e la tradizione dell’Amiata. Presente anche Niso Cini, Presidente del Parco Faunistico dell’Amiata.

La presentazione, è stata una simpatica e cordiale chiacchierata tra i presenti, con motivazioni e illustrazione dei contenuti e domande del pubblico presente. Le due autrici portano in se, oltre l’amore per il cibo e la buona cucina, la riscoperta di piatti antichi, esperienze di vita, in cui, la tavola, la ristorazione, i ricordi non potevano essere lasciati in disparte. Particolarmente vivo il ricordo di Antonella Sabatini, di Bagnolo, che, fino ad alcuni anni fa, gestiva  assieme alla madre Adele, il ristorante trattoria  “Da Adele”, proprio nella via principale della frazione di Santa Fiora. Un ristorante, dove, (esperienza personale) si mangiava molto bene, con l’ottima cucina tradizionale e tipica della terra amiatina e dove, in tempo di stagione, non mancavano mai i prelibati funghi, cucinati con maestria dalla stessa signora Adele. Tutto questo è stato tradotto nel ricettario, contenuto in “Alice nella Cucina delle Meraviglie”, una ricerca tra i piccoli e antichi quaderni neri, foglietti e pagine (magari unte perché usate in cucina), segreti lasciati da nonne e bisnonne a nipoti e figli, come preziose eredità di una vita semplice e laboriosa.

Alice_nella_Cucina_delle_Meraviglie

Particolare del volume, la  raccolta delle ricette intesa, come percorso tra le quattro stagioni dell’anno con la proposta dei prodotti tipici di ogni periodo, da consumare subito, senza l’aiuto di frigoriferi e congelatori.
Questo insegnamento di cose e valori antichi e genuini, le due insegnanti lo hanno proposto ai propri alunni, constatando purtroppo come, specie tra i giovanissimi, la conoscenza e l’alimentazione attraverso il consumo di piatti tipici e tradizionali, sia una carenza molto diffusa, dovuta anche alla mancanza di informazione e di trasmissione da parte dei genitori del valore salutare del buon cibo e quello importantissimo della condivisione della tavola, momento di festa e di armonia familiare.

Il volume di Antonella Sabatini e Mariella Groppi, si chiude con una chicca: è lo stesso scrittore Andrea Camilleri, cittadino onorario di Santa Fiora, da anni residente proprio a Bagnolo, che ha voluto regalare alle due autrici una ricetta della sua amata Sicilia, il “Cuddiruni”, una tipica pasta-pizza che lo stesso autore preparava fino a due anni fa, con le sue stesse mani, il 15 Agosto quando saliva sull’Amiata Bagnolo, per la festività estiva, prima che, come ha detto Antonella Sabatini, “ i problemi con la vista, gli impediscono oggi di cucinare, pur non rinunciando a mangiarlo, delegando la sua realizzazione alla fida donna di casa.”

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