Amiata. Floramiata. Rossi scrive a Vagaggini: il 16 Maggio a Firenze incontro con i sindaci dell'Amiata direttamente interessati

Amiatanews (Marco Conti): Piancastagnaio 18/04/2016 La Presidenza della Regione, ha risposto alla richiesta dei sei sindaci amiatini dello scorso 17 Marzo, quando, attraverso una lettera, denunciavano la drammatica sulla situazione socio-economica dovuta al fallimento di una delle industrie più importanti dell’area e del comparto florovivaistico nazionale.

Soddisfazione del primo cittadino di Piancastagnaio, Luigi Vagaggini, a cui, in giornata, è giunta la notizia dalla Presidenza della Regione Toscana, che è stato fissato l’auspicato incontro tra il Governatore Rossi ed i sei Luigi Vagaggini (foto Amiatanews)sindaci dell’Amiata (Vagaggini – Piancastagnaio, Tondi – Abbadia S. Salvatore, Fabbrizzi – Radicofani, Galletti – Castiglione d’Orcia, Balocchi – S. Fiora,  Fortunati – Castell’Azzara). Allo stesso Vagaggini è stato richiesto di estendere personalmente agli altri colleghi, l’auspicata notizia. Dopo il rinvio dell’asta di venerdì 15 Aprile, la convocazione in Regione, è sicuramente una buona notizia, confortante per tutti. L’appuntamento del 16 Maggio, con il Governatore Enrico Rossi e gli Assessori Federica Fratoni e Marco Remaschi, presso la “Sala Azzurra” della Presidenza, fa seguito ad una lettera dei sei primi cittadini amiatini, congiuntamente scritta ed inviata dal Comune di Piancastagnaio, sede di Floramiata, lo scorso 17 Marzo, allo stesso Governatore Enrico Rossi. Una lettera dai toni drammatici, dove si evidenziava, ancora una volta, la situazione angosciosa che si creerebbe senza una soluzione positiva e concreta al futuro dell’azienda. Nella lettera, la preoccupante denuncia per una situazione al limite che, senza l’acquisizione da parte di terzi dell’impianto industriale florovivaistico, porterebbe un futuro drammatico alle famiglie dei 246 dipendenti (143 a tempo indeterminato e 93 a tempo determinato), coinvolgendo un indotto economico di imprese collegate, la cui natura di gestione familiare, porterebbe ad un’insanabile situazione socio-economica che, probabilmente, nemmeno la chiusura dei giacimenti minerari ha, in passato, causato. Chiusura che poi fu motivo di progettazioni e creazioni di poli produttivi nell’area della Val di Paglia e di Casa del Corto. Oltremodo, la chiusura di Floramiata, sarebbe anche il fallimento della politica energetica dell’area, visto che il termodotto, realizzato recentemente per fornire calore geotermico nell’area di Casa del Corto (dove risiede e beneficia la stessa azienda florovivaistica), attraverso l’impegno politico  ed economico anche della Regione Toscana, rimarrebbe inutilizzato.

Dunque, attesa per un incontro che segue momenti di comprensibile preoccupazione di questi giorni, visto anche il rinvio al prossimo 6 Maggio, dell’asta di vendita per l’acquisizione del polo industriale Floramiata.

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Rimandiamo agli articoli della sezione “Speciale Floramiata” per avere un quadro generale della situazione sin dall’insediamento del curatore fallimentare. —> Speciale Foloramiata]]>

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