Vivo d’Orcia. Un deciso “NO” dai cittadini alla chiusura dello sportello MPS

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Vivo d’Orcia 19/11/2016
Si è tenuto in mattinata, un affollato  Consiglio Comunale straordinario appositamente convocato. Creata un’apposita commissione per seguire passo passo l’ennesima vicenda che, dopo la chiusura dell’Ufficio Postalr, rischia di creare grandi difficoltà a citradini e imprese.

C’erano tutti gli abitanti di Vivo d’Orcia, stamani, presso la sede della Pro Loco, a dire “no”, con forza, alla paventata chiusura della filiale della Banca del Monte dei Paschi, divenuta ormai l’oggetto di discussione dell’intera comunità, ancora amareggiata dalla chiusura repentina, senza soluzione, dell’ufficio postale.
L’occasione, un Consiglio straordinario aperto, effettuato proprio nel paese, che sta subendo quest’altro doloroso taglio. Il Sindaco Claudio Galletti, lo ha detto in apertura di sessione, indicando proprio il regolamento comunale, che permette, in casi gravi, di effettuare l’assise consiliare, proprio nel luogo dove il problema costituisce materia di dibattito e intervento da parte della popolazione. Quasi a tempo di record, infatti, le istanze della gente, che ormai da giorni si sente colpita dal piano di riorganizzazione della banca Senese (500 gli sportelli in probabile chiusura per il piano industriale 2016-2019) e che vede la penalizzazione di piccole realtà del territorio senese, sono state recepite dall’Amministrazione Comunale, che ha fatto seguito a due distinte mozioni, presentate, la prima dal gruppo di minoranza ” Insieme per il territorio”, prima firmataria la capogruppo Cinzia Rustici e l’altra, sulla riorganizzazzione delle agenzie di MPS, a nome dei consiglieri del Centro Sinistra, Alessandro Barni e Fabio Rossi.

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Le due mozioni, rappresentano il malcontento della popolazione del Vivo, che guarda ad un futuro preoccupante; un futuro che, con il drastico taglio di servizi essenziali, rischia un isolamento territoriale con prospettive quantomeno difficoltise per la propria sopravvivenza. In primo luogo per gli anziani, che troverebbero notevole difficoltà ad espletare funzioni importanti, come la riscossione della pensione e altreoperazioni tipiche di uno sportello per pagamenti e ai movimenti di denaro. In secondo luogo, le difficoltà delle imprese presenti in paese e che contribuiscono all’economia amiatina e valdorciana.
Nel Consiglio comunale di oggi, si è ricordato come la frazione di Vivo d’Orcia, con già la soppressione dell’ufficio postale di tre anni fa, abbia pagato più di quanto richiesto, rispetto ad altri paesi della val d’Orcia, subendo la chiusura, nel silenzio più assoluto, di istituzioni locali e regionali. Si è sottolineato il fatto che il Vivo, non si è mai tirato indietro ad atti di solidarietà, sempre pronto nell’accoglienza (ricordiamo la piccola comunità di immigrati, la presenza nel paese di alcuni laboratori per i diversamente abili); così come il valore collettivo delle peculiarità naturali del luogo, come l’acqua che disseta una gran parte della provincia di Siena. Per questo, e per altre ragioni, l’invito da parte del Consiglio, è stato quello di valorizzare maggiormente quelle attività rimaste, commerciali, artigianale e di servizi, per far si che il paese non ceda ad un inevitabile isolamento ed abbandono. Tutte le indicazioni recepite dal Consiglio Comunale, sono state oggetto di un documento finale, approvato a maggioranza, in cui, si sollecita l’attenzione dei massimi organi pubblici, a cominciare dal governo, dalla regione, provincia e, ovviamente, lo stesso Monte dei Paschi, riservandosi di mettere in campo tutte quelle iniziative, anche gravi, (non ultima quella di una dimissione di massa del Consiglio Comunale), per poter bloccare questa situazione iniqua e drammatica per la vita del paese. Nel corso della riunione consiliare, e’ stata formata un’apposita commissione, formata dai Consiglieri comunali proponenti le due mozioni, integrata da quattro cittadini del Vivo, Vito Pollini, Marco Vagaggini, Roberto Ciacci e Mario Barni, che seguiranno costantemente la vicenda.

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