Redazione. Venerdì Santo: “The Good Friday”

Amiatanews (G. Serafini): Piancastagnaio 03/04/2015
Il Venerdì Santo, l’inizio di una storia nuova.
Gesù, l’Apostolo Giovanni, i Cristiani Copti in Libia ed un giorno dal rumore delle festicciole del venerdì.

Gli americani chiamano il venerdì Santo “The Good Friday” il “Buon Venerdì”’. La giornata odierna, da oltre duemila anni, è la giornata del sacrificio supremo. Non a caso, dopo questo giorno, per i Cristiani, si è aperta la porta della speranza, perché Dio, fatto uomo, è entrato in quel terribile ”buco nero” che è la morte, umana eredità di tutto. Se Dio, ha morso la nostra polvere di comuni mortali, destinati al disfacimento, lo ha fatto perché solo così poteva redimerci. Il ”buon venerdì”, allora, perché la  morte di Cristo, ha reso questo giorno, all’apparenza vuoto e impregnato di dolore, un  giorno che la storia dovrà necessariamente portarsi dietro, e nessuno lo potrà dimenticare. Attorno alla  alta drammaticità di questo evento, in un triste susseguirsi di fatti, scandali, storie che coinvolgono persone qualunque, e puntualmente narrati dai quattro evangelisti, l’umanità intera si raccoglie e medita anche oggi, come l’uomo creato da Dio, per essere come lui, diventa preda di squallidi tornaconti personali, non vede più il senso e il valore della vita altrui.

crocifissioneOggi, la liturgia, sobria e molto bella, che la Chiesa ci offre  nel pomeriggio, e che si svolge proprio nell’ora della morte di Cristo, l’ora nona, le nostre 15 pomeridiane, è incentrata tutta sull’ascolto della parola. Parola, che coinvolge e ci porta spiritualmente a Gerusalemme, in quel mese di Nisan, aprile, quando si preparava l’annuale festa di Pesach, la nostra Pasqua ereditata dal popolo eletto e santificata dalla Resurrezione del Signore.

Il racconto di quel tragico Venerdì, è oggi un privilegio dell’apostolo Giovanni, il discepolo che il Signore ha amato più intensamente. Lui, testimone, fin dal giardino della cattura, che porta l’annuncio alla madre, che nel cuore suo non avrebbe mai voluto che arrivasse quel momento “è cominciata…” ( l’inizio della passione) e poi, una notte in cui non abbandona mai il suo maestro, a differenza degli altri, lo segue sotto la croce, ricevendo il dono più bello, quella di diventare figlio della sua dolce madre, Maria.

Oggi, con il cuore, vorremmo chiedere a Giovanni, di accompagnarci dietro il Figlio di Dio, che va a morire per noi. Venerdì Santo, l’inizio di una storia nuova. Da quel cuore lacerato, come attesta lo stesso discepolo, uscì sangue ed acqua. I segni dei sacramenti della Chiesa, Battesimo ed Eucaristia. E’ lo stesso discepolo che vede spirare il Signore. E proprio quello spirare, fu emettere e donare lo spirito. Da lì, come dicono i Santi Padri, nacque la Chiesa. Ecco allora perché questo Venerdì è un “Buon Venerdì”.

Il tempo che stiamo vivendo, con il suo rumore, le sue contraddizioni, sembra volerci allontanare dal grande mistero di questo giorno; anche nella nostra montagna, si organizzano feste, con musiche e tanto rumore. Chissà, sarebbe bello, per una sera, fosse ricordata quella tragica morte, avvenuta per tutti noi. O se non altro, accostare e ricordare quella morte a tutte quelle vittime innocenti, che come lui, sono morte per amore della verità, dando testimonianza di martirio.
Gesù sulla Croce, prima di morire, invocò il nome del padre suo celeste. Oggi, sotto quella croce, vorrei che fossero presenti qusi Cristiani, morti in odio alla fede. E vorrei ricordarli con l’ultimo fatto di sangue avvenuto in Libia, con l’uccisione degli operai cristiani copti: le cronache ci hanno raccontato, che sono morti tutti con il nome di Gesù sulle labbra.

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