Redazione. Quei tesori debbono tornare a Piancastagnaio.

Amiatanews (G. Serafini): Piancastagnaio 25/03/2015
Troppi oggetti d’arte e preziosi manoscritti, custoditi fuori dal comune.

Dopo aver lavorato diversi anni ad Abbadia San Salvatore, volli trasferirmi per mia scelta, nella bellissima Val d’Orcia a Castiglione, dove ebbi modo, di conoscere molta gente amichevole e gentile, con cui ancor oggi ho una piacevole relazione.
giuseppe_serafini_al_telefono_150x113Tra queste persone, che non scorderò mai, Ottorino Terzuoli, grande professionista , antiquario,  studioso delle  storie antiche locali.
Un giorno, chiacchierando, mi domandò, di dove  fossi; le risposi : “di Piancastagnaio…ah…di Piancastagnaio. Io  possiedo un oggetto, avuto tanti anni fa, proveniente dalla vostra Rocca Aldobrandesca. Si tratta di una bandinella, che sarebbe una specie di battente del  primo portone  presente nella Rocca Aldobrandesca. Vorrei donarlo al vostro Comune, ma  mi piacerebbe che si interessassero, magari mi telefonassero dal comune, per venire a prenderlo…vorrei ridarlo  magari…quando realizzerete un piccolo museo… ed io sarei felice di venire a visitarlo!”. Questo, non avvenne mai, nonostante mi  impegnai convento_bartolomesubito informando i responsabili dell’Amministrazione Comunale di allora…

Questo  episodio, mi da lo spunto, per parlare del grande patrimonio, oggetti e manoscritti, conservati  in musei e tutt’ora custoditi  nei magazzini della sovraintendenza di Firenze.
Parlando di Piancastagnaio, dove nasco e vivo, (ma l’esempio vale per gran parte dei centri dell’Amiata), penso ai quadri provenienti dalla Chiesa del Convento francescano di San madonn-san-pietroBartolomeo, penso alle pianete e casule, (paramenti sacri) custoditi sempre nelle sale  del museo diocesano di Pitigliano, penso alle  due splendide corone auree e cesellate, fino a qualche anno fa  presenti sull’immagine della Madonna di San Pietro, e anch’esse custodite in una bacheca di vetro nello stesso museo diocesano. Ed ancora, ai preziosi antifonari miniati, al centro di una contesa, qualche anno fa, per una pagina, strappata, e poi riconsegnata, dalla famiglia Bigazzi di Genova, ex proprietaria della Rocca Aldobrandesca, dietro incessante interessamento da parte dello scomparso Don Franco Ponzuoli, custode, studioso, ed innamorato del nostro patrimonio storico artistico.

Ebbene, se l’interesse per questa grande raccolta di opere d’arte, ha  spesso raggiunto studiosi e ricercatori anche dell’estero. Ricordo con emozione, la lettera inviata, alcuni anni fa, all’ex Parroco di Piancastagnaio, Don Antonio Scolesi, da una professoressa dell’università di Cambridge, in cui chiedeva di poter visionare i Corali provenienti dal Convento, cosa che non   potette fare, in quanto i volumi si trovavano al  restauro a Firenze, come a tutt’oggi.
Nei giorni scorsi, ha fatta eco la notizia, della riqualificazione urbanistica dell’area di Piazza Dante a Piancastagnaio, con il progetto finanziato dalla Regione Toscana, che prevede anche la realizzazione di un ascensore  per  i diversamente abili, per poter accedere alla Rocca antistante. Ebbene, se questa riqualificazione dell’area e del monumento, andrà avanti, come sembra, l’Amministrazione Comunale dovrebbe pensare anche all’utilità della Rocca, che, allo stato attuale, non ha particolari ed interessanti oggetti d’arte all’interno per essere visitata.
Questa amministrazione, dovrebbe  pensare, magari, alla realizzazione di alcune stanze, dotate di sistemi di allarme, e interessarsi, per poter finalmente riportare nel nostro paese, quel grande patrimonio che racconta la storia di Piancastagnaio, le sue vicissitudini, la sua arte, la sua gente operosa.


Fonti:
Immagini: copertina di  Marco Conti (Amiatanews)Convento S. Bartolomeo ripresa www.r-ec.bstatic.com  – Madonna di S. Pietro ripresa da www.prolocopiancastagnaio.it

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