Redazione: “Opere e giorni del Signore”: XXXIII^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 12/11/2016
Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XXXIII^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

«…Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita» (Lc, 21,5-19)

In quel tempo, 5mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: 6«Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
7Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». 8Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! 9Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
10Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, 11e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
12Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. 13Avrete allora occasione di dare testimonianza. 14Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; 15io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. 16Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; 17sarete odiati da tutti a causa del mio nome. 18Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. 19Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.


Meditando il vangelo di questa penultima domenica dell’anno Liturgico, verrebbe da pensare: “Signore, ci siamo? E’ questo il tempo in cui  la fine dell’universo e della nostra esistenza sulla terra è arrivato, accompagnato da tutte quelle calamità che tu hai descritto più di duemila anni fa?”
Potremmo, magari presi da un improvviso senso di catastrofismo, dire di si, vedendo questi ultimi avvenimenti nel mondo e nella nostra nazione, come di morte, distruzione, persecuzione. Il piccolo gregge nascente dei primi Cristiani, forse il pericolo, come spesso predicato da Gesù, era quello di lasciarsi attirare dai discorsi di certi impostori, falsi profeti, millantatori, angeli di infauste sciagure, per annunciare, la “parusia”, ovvero il futuro ritorno del Signore Gesù nella Gloria, per giudicare i vivi e i morti.
L’insegnamento che ci viene da Luca oggi, è quello che ci richiama come Cristiani a vegliare ed attendere, sapendo che questa attesa, comporta sofferenze, dolori e persecuzioni. La verità di chi deve annunciare il Vangelo in questo mondo, non sempre è tollerata, anzi, spesso, dà fastidio e viene fatta tacere con ogni mezzo. Così, Luca, ci richiama saggiamente all’oggi, a ciò che avviene “prima di tutto questo”: il nostro tempo, la nostra vita. Anche se molte cose crollano, non dobbiamo evadere dalla storia; la fine di un mondo non è’ ancora la fine del mondo. Rimaniamo saldi nel Signore, nonostante tutte le traversie dell’esistenza; ciò che veramente conta e non delude, secondo la sua promessa finale.


Preghiera
Dio della Storia, presente, passata, futura; tu ci hai nascosto il giorno e l’ora, in cui ritornerai per giudicarci. Il tuo giudizio finale sarà l’amore e la carità, con cui ci siamo rapportati con i fratelli e le sorelle di questo mondo che passa. Aiutaci ad amare tutti, per non essere riamati, sapendo che quello che abbiamo fatto ad un nostro fratello e sorella, è solo il gesto concreto del tuo comando di amore.  Amen.

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