Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XXXII^ Domenica del Tempo Ordinario

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 07/11/2015
Opere e giorni del Signore: XXXI^ Domenica del Tempo Ordinario

Meditazioni per l’Anno Liturgico Ciclo B – Testi biblici “Nuovo Messale Festivo” – Edizioni Paoline

“… In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri …”(mc 12,38-44).

38Diceva loro nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, 39avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. 40Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».

41Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. 42Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. 43Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. 44Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».


L’episodio narrato da Marco in questa domenica del Tempo Ordinario, già preludio della fine di quest’Anno Liturgico, è il racconto, quasi una fotografia, della vita quotidiana del pio israelita, tutto casa e Tempio. Oltre che essere il riferimento spirituale del popolo ebraico, il tempio, infatti, sia l’identità di una comunità che si sentiva privilegiata dagli altri abitanti della terra, per il fatto di essere stati scelti dal Dio unico Javhe’, sia per quanto rigurdava la costituzione di leggi, date direttamente dal Signore attraverso Mosè ed i Padri antichi. Il Tempio, per Scribi, Farisei, Sacerdoti, dotti e cultori della legge, era anche il luogo della discussione, del confronto, della separazione in “caste”. Un luogo inaccessibile ai cosiddetti “Gentili”, coloro cioè che non appartenevano alla religione unica nel Tempio fatto costruire da Salomone, esisteva un atrio appunto dei Gentili, cioè di coloro che potevano ascoltare, discutere ma non mescolarsi col popolo eletto.
Gesù osservava l’andirivieni di tutta questa che getta monete dentro il grande tesoro, salvo poi mostrarsi a tutti per poter farsi ammirare e magari sentirsi dire: “Guarda che generosità”. La piccola vedova (questa condizione a quei tempi era quella di non essere ascoltate ed emarginate, messe all’angolo dalla società), si affida esclusivamente alla Provvidenza, dando l’unico suo sostegno: uno spicciolo.
Oggi il Signore ci vuole mettere in guardia da una tentazione, quella di “apparire”. Una tentazione che attanaglia i Cristiani e la stessa Chiesa. Paolo, in una celebre lettera ai Corinzi, invita quei Cristiani a non trasformare la carità in una finzione, molto più grave dell’egoismo dichiarato. Dio soltanto vede il cuore e cosa c’è dentro. I nostri atti di generosità, sono vere testimonianze a nostro favore se fatte nel silenzio e nel sacrificio personale.

Preghiera
Signore, rendici consapevoli della nostra generosità. Nel mondo, l’umanità ferita, cerca atti concreti di solidarietà e fratellanza. Dacci la capacità di dare sempre, fedeli alla tua promessa, che chi avrà dato il suo piccolo, riceverà da te il centuplo dell’Eternità. Amen.

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