Redazione: “Opere e giorni del Signore”: XXXII^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 05/10/2016
Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XXXII^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

«… Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui» (Lc, 18, 9-14)

In quel tempo, 27si avvicinarono a Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: 28«Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello.29C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. 30Allora la prese il secondo 31e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. 32Da ultimo morì anche la donna. 33La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». 34Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; 35ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: 36infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. 37Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. 38Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».


Da qualche giorno, abbiamo celebrato due ricorrenze, in un certo senso collegate tra loro: la gloria di tutti i Santi e il ricordo di tutti i Fedeli defunti. Queste due celebrazioni sono dominate dal tema della Resurrezione, prima quella di Cristo, il Padre, l’Unigenito, il Primogenito, colui che ha spezzato le catene dell’inferno, andando a salvare coloro che erano in balia della non conoscenza  della salvezza. La Resurrezione finale, è il dogma centrale del Cristiano; senza di essa, vana è la speranza e l’attesa.
Siamo ormai prossimi alla fine di questo secondo viaggio, nella meditazione settimanale del Vangelo di Luca; sentiamo, nelle parole di Gesù, quanto sia importante lo sguardo sui cieli e le terre nuove, in cui, la giustizia e l’amore di Dio, saranno la misura  per entrare nell’eternità.
Nel brano di oggi, un tema così profondo come la Resurrezione, viene preso dagli irriducibili dottori della legge, come  un pretesto per negare l’assoluta libertà che da essa deriva e che non porrà vincoli umani di cose e di affetti, come si crede, perché nulla è stato ancora rivelato.
Vorrei concludere, facendo riferimento a quello che e è lo stupendo prefazio dei  defunti, che viene proclamato nelle liturgie esequiali: ”La morte non spezza nessun vincolo con coloro che sono sulla terra, e se ci rattrista il pensiero di dover morire, ci consola la gioiosa speranza della Resurrezione: per  tuoi fedeli Signore, la vita non è tolta, e mentre si distrugge questa vita terrena, viene preparata un’abitazione eterna nel Cielo.”
Questa certezza, è la certezza del Cristiano, di colui che sa di essere stato salvato dalla morte di Cristo e, per questo, è entrato a far parte dell’attesa eterna, in cui sarà tolto il velo della morte e sarà asciugata ogni lacrima, perché le cose di prima sono passate


Preghiera
Signore, tu sei l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine. A te appartiene la storia passata e futura. Dacci sempre la certezza di vivere pellegrini sulla terra, per giungere al termine del nostro cammino alla tua casa, dove ritroveremo tutti i nostri cari per l’eternità. Amen.

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