Redazione: “Opere e giorni del Signore”: XXXI^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 29/10/2016
Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XXXI^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

«… perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato» (Lc, 18, 9-14)

In quel tempo, Gesù 9disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: 10«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. 11Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. 12Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. 13Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. 14Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».


La figura di Zaccheo, così come ce la presenta Luca in questa  trentunesima domenica del tempo ordinario, è un misto di simpatica quanto strana situazione, che può capitare ad ognuno di noi quanto il fulcro di un grande insegnamento; quello che Gesù fa trasparire nella  vicenda che ci invita a guardarlo quando passa in ogni istante della nostra vita e  ci sprona a  cambiare i  nostri atteggiamenti spesso egoistici verso i fratelli di cammino.
Zaccheo è piccolo di statura, sopratutto piccolo di cuore; forse,  oltre a piccolo, è persona insignificante e magari odiata dai suoi compaesani per il mestiere che fa: un pubblicano. Dalla narrazione, infatti, si evince che era un uomo dedito al  “maneggio del denaro”; uno strozzino? un cambiavalute? un esattore delle tasse, come  Matteo? Il Vangelo non lo dice, forse per non infierire troppo su quest’uomo, che tutti scansano. Anche quando passa Gesu’,  lui, povero pubblicano frustrato, non trova nessuno che gli dica “”passa avanti, se vuoi che ti veda.”; Zaccheo è costretto a  salire su un albero, un sicomoro. Il  Signore, che vede nel fondo dei cuori, si rivolge proprio a quest’omino, insignificante e timido. La sua, sarà una professione di fede, che gli cambierà la vita.
Anche noi, vorremmo salire, con la nostra fede, sul gradino più in alto, per vedere Gesù e, a volte, non ci accontentiamo, dei segni che lui ci ha lasciato. Ma il Signore, conosce tutti uno per uno, scruta i cuori, attende solo un piccolo gesto da noi, per entrare nella nostra anima, la sua casa, e  darci una speranza di misericordia e  amore. Agostino d’Ippona soleva dire: “Ho paura di Dio che passa.” Viviamo la nostra vita, in attesa del suo ritorno, con azioni di giustizia e di misericordia, attuando semplicemente il suo disegno  divino.


Preghiera
Signore, tu dall’inizio del mondo passi sulle strade della nostra vita. A volte ti manifesti, in quelli che sono i tuoi prediletti poveri, deboli, abbandonati senza fissa dimora. Dacci sempre la tua forza per non cedere allo spirito del male. Amen.

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