Redazione: “Opere e giorni del Signore”: XXVI^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 24/09/2016
Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XXVI^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

«Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”.» (Lc, 16, 19-31)

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: 19C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. 20Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, 21bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. 22Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. 23Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. 24Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. 25Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. 26Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. 27E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, 28perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. 29Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. 30E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. 31Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».


Il senso etimologico del nome Abramo, tradotto dall’ebraico, significa “Padre di tutti i credenti“. Il Patriarca delle tre grandi religioni monoteiste, ebraismo, cristianesimo e islam, è uomo ricco e possidente, a cui Dio fa una grande promessa rivelandosi.
Nel Vangelo di oggi, guarda caso, Gesù ci parla di un altro Abramo, metafora di chi non ha niente, di chi non ha ricevuto niente, neppure una chiamata di misericordia
E’ talmente povero, che si deve accontentare delle briciole di pane che cadono sotto il tavolo del potente ricco Epulone, che banchetta sulle disgrazie altrui. La morte, li trova entrambi vicini al trono di Dio, con le situazioni capovolte. Il povero Lazzaro, ormai, ha ricevuto quello che la terra non gli ha mai dato, l’amore e la compassione, mentre il ricco, solo ora, si accorge di lui; anzi, lo invita a fare in modo che gli altri sulla terra siano avvertiti del dopo, non sempre felice.

La risposta lapidaria, non lascia dubbi e non accetta compromessi: “Se non hanno ascoltato i profeti, non crederanno neppure a un morto.”
La lezione che oggi Gesù ci dà, è grande. Oggi, come allora, specie a causa di questa crisi finanziaria, sono tanti poveri “Lazzari” a subire le angherie di Epuloni senza scrupoli. Ci basti pensare a tutte quelle deboli persone, anche qui in Italia, costrette a cibarsi con gli scarti dei mercati o a chi è vittima di finanzieri senza moralità, strozzini senza cuore. Senza amore non possiamo dirci Cristiani; sull’amore, un giorno, saremo giudicati


Preghiera
Dacci o Signore l’amore  che salva, quell’amore che non ci fa voltare indietro, di fronte al grido del povero. Amen.

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