Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XXV^ Domenica del Tempo Ordinario

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 19/09/2015
Opere e giorni del Signore: XXV^ Domenica del Tempo Ordinario

Meditazioni per l’Anno Liturgico Ciclo B – Testi biblici “Nuovo Messale Festivo” – Edizioni Paoline

“Chi vuole essere primo sia ultimo e servo di tutti” (mc 9, 30-37).

30Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. 31Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». 32Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.

33Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». 34Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. 35Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». 36E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: 37«Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».


Si chiamava Melissa. Era una bella bambina di quattro anni del nostro paese, viveva la primavera della sua vita. E un giorno, proprio  di inizio primavera di 44 anni,  trovò il freddo inverno della morte, rimanendo vittima di un brutto incidente, avvenuto per un gioco, finito tragicamente in una delle vie , all’ora popolate, del nostro centro storico. Il suo caso, mi è ritornato in mente, proprio in queste settimane, dove, la tragedia dell’immigrazione,  sta facendo strage di bimbi, sulle cosiddette carrette della “morte”.
Pensando a Melissa, ho pensato a tutti i bambini, che, in nome di una civiltà troppo evoluta, egoista, priva di valori, vengono sacrificati sull’altare di violenze, più o meno conclamate.

I bambini, oggi sono il tema del Vangelo di Marco, posto alla nostra attenzione.
Gesù, che nel testo, parla di Croce e servizio, rimanda agli ultimi, a coloro che sono indifesi, quelli che sono deboli e “poveri” di spirito. E parla di accoglienza, tema molto caldo in questo periodo.
L’accoglienza in nome di Gesù, può essere realizzata in tanti modi. C’è l’accoglienza dell’ascolto, l’accoglienza della comprensione, l’accoglienza dell’accompagnare i nostri bambini sulla via della vita. E soprattutto, l’accoglienza che è riconoscere nel piccolo, nel bambino, nel povero, nell’anziano, una dignità e una personalità propria che propria di ognuno, perché voluta da Dio.

Nelle antiche culture, e in questo caso nella tradizione religiosa dell’antico Israele, il bambino,  non aveva nessuna dignità, non veniva riconosciuto come  parte integrante della vita civile, in quanto non considerato, in grado di avere coscienza e sentimenti, propri degli adulti.
Gesù, ancora una volta, contesta il modo di pensare dei suoi contemporanei. Ed anzi, avverte, che solo chi si farà bambino, erediterà il regno di Dio. “Servire è Regnare”, afferma la Costituzione Conciliare “Lumen Gentium”. E il servizio che ci propone il Signore, è amore, per ogni uomo.

Preghiera
Tu, O Signore. Ci proponi l’amore per i piccoli, i deboli, coloro che sono indifesi e “offesi”. Dacci occhi per vedere le necessità di questi fratelli e il cuore per amarli come li ami tu. 
Amen.

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