Redazione: “Opere e giorni del Signore”: XXIX^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 15/10/2016
Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XXIX^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

«E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui?» (Lc, 18, 1-8)

In quel tempo, Gesù 1diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: 2«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. 3In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. 4Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, 5dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». 6E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. 7E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? 8Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».


C’è un antico proverbio, in uso a Piancastagnaio, che, spesso, i nostri anziani solevano ripetere, quando erano convinti di avere avuto un torto con qualcuno. Un proverbio, forse reso un po’ cattivo dal senso che gli si dava, ma che sicuramente, ricalca quello che Dio ha sempre avuto nel suo cuore e che rende giustizia al misero e all’oppresso, come dice un celebre salmo della Bibbia. Questo proverbio dice: ”Il Signore non paga il Sabato, ma alla Domenica è pari con tutti.”

Forse, è il tema della Domenica odierna, dove un  giudice disonesto, pur di levarsi di tra le scatole la vecchia insistente, le rende giustizia. Dio non è certamente il giudice iniquo e disonesto che aspetta per esaudire le nostre vendette personali. Il tema che Gesù affronta con i suoi discepoli, infatti , è quello della preghiera orante, incessante, di supplica. Questo argomento, si lega con l’esigenza di avere fede, anche nei momenti in cui ci sembra che tutti ci abbiano abbandonato. Il Signore, quello che vuole da noi, ce lo retribuisce in doni e carismi spirituali. Viviamo un tempo in cui, veramente, la sete di giustizia, è grande nel mondo e il gemito di dolore dei  figli di Dio, si leva verso di lui, con dolorosa invocazione. Guardiamo, ad esempio, ai tanti bambini di Aleppo, morti, abbandonati, vittime di soprusi. Come figli di Dio, noi “del mondo civilizzato e tecnologico”, non possiamo restare inermi a simili tragedie. Crediamo veramente che Dio non ascolti quei pianti di disperazione senza essere anch’esso commosso da tale tragedia? Credo di no. E non credo neanche che la sua Misericordia, sia diretta verso altre situazioni.
Purtroppo, i freddi calcoli egoistici dell’uomo, preparano la guerra per semplici introiti economici e di parte. Vogliamo dunque, nonostante tutto, avere fede, quella fede che un giorno il Signore, alla fine dei tempi, ci chiederà di restituire, come una piccola lanterna, che ci è stata donata nel giorno del nostro battesimo, con l’impegno di tenerla viva e accesa per tutta la vita. E, quel giorno, vogliamo credere che non esisterà più il Sabato, ma sarà un’eterna Domenica, dove, Dio, ha finalmente esaudito i propri figli e stabilito un regno di amore, pace, giustizia e giusta mercede a tutti.


Preghiera
Dio di Misericordia, aumenta la nostra fede, rinsalda il rapporto personale di amore con te, dacci la forza di credere e sperare contro ogni speranza, così da essere sempre pronti a incontrarti nelle situazioni della vita. Amen.

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