Redazione: “Opere e giorni del Signore”: XXII^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 27/08/2016
Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XXII^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

«… chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato…» (Lc, 14, 1.7-14)

Avvenne che 1un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
7Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: 8«Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, 9e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cedigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. 10Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. 11Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
12Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. 13Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; 14e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».


Se volessimo fare un commento esegetico del brano di Luca di questa XXII^ Domenica del tempo ordinario, dovremmo ancora una volta rifarci a Giovanni e al suo meraviglioso racconto, al cap 13 dell’istituzione dell’eucaristia. In quel cenacolo, Gesù si  fa ultimo, lui che è il maestro e il Signore, accogliendo alla sua mensa gli umili e gli amici più cari, facendoli commensali della sua e della loro gioia piena.
Oggi Luca, ci dà ancora una bella lezione di misericordia. Anche a noi, del resto, nella vita è capitato di essere presenti ad un pranzo importante, magari invitati da persone che, per la loro posizione ufficiale, forse ci hanno messo un poco in imbarazzo. Ed è naturale che, entrando nella sala del banchetto, abbiamo cercato di trovare un posto comodo, lontano dall’ufficialità, per essere più “tranquilli”. Forse la sensibilità e l’amicizia di chi ha  voluto la nostra presenza, ha fatto si che venisse a salutarci, magari dicendoci: “Mettiti più avanti…avvicinati.”

Così è per Gesù che conosce e ama tutti perché Figlio del Padre, quindi fratello nostro. Ma Gesù, ancora una volta, in questa lunga catechesi che ormai stiamo ascoltando dalla ripresa del tempo ordinario, ci chiama a cedere  il nostro posto, a rinunciare alle nostre prerogative di successo. Ci invita a chiamare quelli che sono i lontani dalla società opulenta, ma vicini al suo cuore, al cuore di Dio.

Ancora, la legge dell’amore, che sorpassa quella dell’egoismo, dell’egocentrismo, dell’emergere a tutti i costi. I cristiani, nella Messa domenicale, vivono due importanti momenti, due mense, in cui si spezza la parola e il pane eucaristico; l’ascolto della parola e il mangiare il corpo del Signore, non ci devono far dimenticare coloro che vivono ai margini della nostra società.
Concludo, riportando uno dei brani più belli dell’Antico Testamento, quando il sacerdote Esdra, dopo aver riportato la Torah, la parola di Dio a Gerusalemme, dopo l’esilio in Babilonia, volle celebrare l’avvenimento con una grande liturgia della parola all’aperto. Sopra una grande tribuna, che gli avevano costruito per l’occasione, di fronte al popolo lesse fino al tramonto tutti i brani del testo sacro. Alla fine, ordinò che si mangiasse in segno di gioia, facendo un grosso banchetto per tutti, facendo in modo che tutti avessero da mangiare, anche i più lontani, i derelitti, gli ammalati, i poveri. Una grande condivisione che prefigurava il grande banchetto che Dio ci preparerà alla fine dei tempi, a cui  parteciperanno poveri, storpi, zoppi, ciech e tutti coloro che dalla vita non anno avuto niente.

Oggi, in particolare comunione e sintonia con il vangelo domenicale,  la nostra rubrica “Opere e giorni del Signore, è vicina ai fratelli e alle sorelle del Centro Italia, colpiti dal grave sisma mercoledì 24 agosto passato. In questa drammatica situazione, sono più che mai vere e attuali le parole di Gesù, che invita all’accoglienza, alla condivisione e all’aiuto reciproco, in questo doloroso e grave momento

Terremoto


Preghiera
Signore,  tu hai detto “I poveri li avrete sempre con voi.” E’ vero, oggi più che mai, colui che ha bisogno bussa alle porte delle nostre case; il nostro cuore ci dice che sei te incarnato negli ultimi e nei derelitti. Aiutaci a non lasciarti passare oltre, nelle necessità dei nostri fratelli e sorelle colpiti dalla povertà e dall’indigenza. Amen.

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