Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XX^ Domenica del Tempo Ordinario

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 16/08/2015
XX^ Domenica del Tempo Ordinario

Meditazioni per l’Anno Liturgico Ciclo B – Testi biblici “Nuovo Messale Festivo” – Edizioni Paoline

“La mia carne è vero cibo, il mio sangue vera bevanda” (Giovanni 6, 51-58)

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».


Continua la catechesi Giovannea , sul Pane di Vita.
In queste settimane, il Signore, attraverso la sua parola, insiste a dirci, che c’è un solo pane, che può placare la fame spirituale, e una sola bevanda che possa spegnere la sete. C’è, infatti, una fame speciale, che è quella di Dio. Un’inquietudine, che attanaglia l’uomo, anche se non vuole ammetterlo. Agostino, nelle celebre Confessioni, dice, “il nostro Cuore e’ fatto per te, ed è inquieto finché non riposa in te”.
Un celebre detto tratto dalle “opere dei Padri del Deserto”, dice: “l’uomo è un Pane.. l’anima celeste lo mangia”. Mangiare e bere il Corpo del Signore, ed essere mangiati. divorati dal suo amore. Questo è il grande mistero della Eucaristia. Nella storia dell’umanità, tante persone, hanno seguito la sequela di Gesù, solo per amore, e si sono nutrite dell’amore che è il pane dell’ Eucarestia. E c’è chi ha dato la vita per questo amore fatto pane.
Una bella figura, che viene spesso accostata ai Chierichetti, e di cui è proclamato patrono, è il martire Tarcisio, vissuto nell’antica Roma dell’imperatore Aureliano. Tarcisio, piccolo Cristiano, serviva nelle catacombe romane, quando il culto e la professione di Fede, erano davvero un rischio per la propria Vita. Chiamato da Papa Damaso I, a portare l’eucarestia ai martiri del Colosseo, mentre si recava per compiere il suo prezioso servizio, venne aggredito da un gruppo di giovinetti, che lo uccisero a sassate. L’intervento del legionario Quadrato, anch’essi Cristiano, non servì a salvargli la vita. Quando furono aperte le sue mani che stringeva la petto, con molta difficoltà fu trovato il pane Eucaristico, che egli aveva difeso con la propria vita. L’amore che porta al gesto estremo.
Un pane, quello che è il Corpo di Gesù, che cambia la vita dell’uomo e lo rende Santo

Preghiera
Pane di vita, sei tu Gesù, via d’Amore. Tu ci fai come te e la morte, le difficoltà della vita, con il sostegno del tuo corpo, sono viatico per arrivare a Te. Amen.

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