Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XVIII^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

3030Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 29/07/2016
Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XVIII^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

«Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede» (Lc, 12, 13-21)

In quel tempo, 13uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». 14Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». 15E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».

16Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. 17Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? 18Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. 19Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. 20Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. 21Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».


Siamo ormai nel tempo delle ferie estive, il tempo del riposo, il tempo di riannodare i fili della nostra esistenza per ritrovare se stessi, lasciare alle spalle per qualche giorno, tensioni e stress di un anno. Proprio in questo tempo di pausa, il Vangelo di questa XVIII^ Domenica del Tempo Ordinario, ci invita a non addormentarci, a non chiuderci nelle nostre comodità, a riflettere sulla brevità della nostra vita, a mettere da parte le cose importanti, quelle cose che sole potremo portarci dietro quel giorno quando saremo chiamati a vita nuova.
Non vuole essere, cari amici, un cattivo augurio, una sorta di spada di Damocle da cui poter svicolare ogni giorno, al risveglio e al giungere della sera, quando, sereni, pensiamo che “anche un altro giorno è passato.”
In effetti, il Signore, ci ha detto che nessuno conosce il giorno e l’ora della chiamata finale. Il Signore, ci ha consegnato il comando dell’ amore e sull’amore saremo giudicati. Proprio in questi giorni, un fatto di cronaca, ribaltato su media e giornali, ha scosso gli animi di tante persone e ha portati a riflettere sulla grande incognita del mondo, il mistero della vita e della morte.

Ho davanti a me il video messaggio che Letizia Leviti, nota e brava giornalista, con cui ha voluto inviare un ultimo saluto ai propri colleghi di redazione, a qualche settimana dalla sua scomparsa avvenuta pochi giorni fa a seguito all’aggravarsi di una terribile malattia, che l’aveva colpita due anni orsono. Nelle sue lucide parole, c’è il senso della vita vissuta, anche se breve, offerta come un dono ed un ringraziamento per quanto di bello avuto da Dio.

Ecco, in questa domenica, in cui ci viene richiesto di vivere una vita vera, nel segno della misericordia verso tutti, vorrei farvi il dono di queste parole, dette da Letizia, in cammino verso la “Casa del Padre.” Una bella riflessione per vivere la vita, anche adesso, che il tempo del riposo e della vacanza, rischia di allontanarci dalle cose più vere


Preghiera
Signore, tu ci hai nascosto il giorno e l’ora del nostro incontro con te. Dacci sempre la volontà di aspettarti, con le lampade accese della fede, con i fianchi cinti del servizio scambievole, con consapevolezza che tu non ci abbandonerai mai, lungo  il cammino della vita. Amen.

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