Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XVII^ Domenica del Tempo Ordinario

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 26/07/2015
XVII^ Domenica del Tempo Ordinario

Meditazioni per l’Anno Liturgico Ciclo B – Testi biblici “Nuovo Messale Festivo” – Edizioni Paoline

“Gesù spezzo i cinque pani e li distribuì  a tutti, finché ne vollero” (Marco 6, 41)

1Dopo questi fatti, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, 2e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. 3Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. 4Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
5Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». 6Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. 7Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». 8Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: 9«C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». 10Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. 11Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. 12E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». 13Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
14Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». 15Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

Oggi la liturgia ci narra dell’episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Sebbene la citazione del brano sia presa da Marco, nelle celebrazioni Eucaristiche della domenica, viene narrato l’episodio tratto da Giovanni, ma il versetto di Marco lo troviamo nell’antifona detta “post Communio”, ossia dopo la Comunione. E in effetti, la narrazione della moltiplicazione dei pani e dei pesci, è talmente nota ed importante, da non essere lasciata ad un angolo come sporadico e dubbioso episodio di “illusione e magia”. Nel brano infatti, specie per l’evangelista Giovanni, c’è l’anticipazione della Eucarestia, nuovo ed eterno convitto, dove tutti sono chiamati a partecipare in virtù del proprio battesimo. Io, però, vorrei sottolineare, un aspetto che emerge in questo racconto di oggi e che vi invito a leggere completamente nel testo Giovanneo al capitolo 6,1 – 15. Nella cronaca dettagliata , si parla di una grande folla che segue Gesù, fino alle conseguenze più esasperate; hanno fame della sua parola, lo ascoltano, gli vogliono bene. Cinquemila persone: tante povere persone, che debbono fare i conti con la fame e l’indigenza. Ecco che alla richiesta del Signore di poter sfamare quelle creature, appare il candore e la semplicità di un bambino. Leggendo questo brano di Giovanni, mi sono sempre immaginato la figura di questo ragazzino, che magari la mattina si era alzato presto per andare ad ascoltare il maestro, quell’uomo di cui aveva sentito parlare in casa dai propri genitori, e che lo aveva affascinato. Adesso era arrivato il grande giorno in cui egli, sarebbe passato vicino alla sua casa, nel suo paese. Al mattino prima di uscire, magari quando fuori era ancora notte, la sua mamma, previdentemente gli aveva preparato un piccolo cestino con pochi pani ed alcuni pesci che dovevano servirgli per il pranzo e la cena, durante il ritorno a casa. Era il suo piccolo tesoro. Ma alla richiesta di Gesù, il ragazzino, non si tira indietro, e offre con grande generosità quello che aveva. Questo anonimo bambino, entra nella storia della salvezza, senza nome, età o provenienza. E’ forse lui il segno, della disponibilità che ogni Cristiano dovrebbe avere verso i Fratelli bisognosi? S. Basilio, Padre della Chiesa, scriveva: “… il pane che sopravanza è il pane dell’affamato…le scarpe che non usi sono le scarpe di chi non ha scarpe…. le azioni di carità che non compi sono anch’esse soprusi che gridano vendetta al cospetto di Dio2 Ci basterebbe questo, per farci riflettere ed orientare la vita sulla via della carità e dell’amore

Preghiera
O Dio, che nella Pasqua domenicale ci inviti a nutrirci del corpo del tuo Figlio come segno sacramentale, fa’ che non ci dimentichiamo mai dei fratelli che vivono nella precarietà e che chiedono di essere amati, come tu ci hai comandato di fare. Amen.

Lascia un commento