Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XVII^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 23/07/2016
Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XVII^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

«…Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto…» (Lc, 11,1-13)

1Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». 2Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
3dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
4e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».
5Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, 6perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, 7e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, 8vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
9Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 10Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. 11Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce?12O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? 13Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».


Se Dio è Padre, non possiamo accettare la sua figliolanza passivamente. Se Dio è Padre, non possiamo non invocarlo e chiamarlo come un Padre amoroso e misericordioso.
La liturgia della Parola di questa XVII^ Domenica Tempo Ordinario, è un invito a guardare alla misericordia del Padre, che è Padre ma è anche madre, un’affermazione che Albino Luciani, il Papa Giovanni Paolo I°, fece in una delle sue brevi udienze, nel 1978, suscitando stupore e attenzione tra i fedeli.
Il “Padre Nostro”, o preghiera di Gesù, è un invito a chiedere, domandare, bussare, cercare, farsi prendere per la mano dal Signore, per affrontare le sfide quotidiane della vita. Gesù, per farci capire quanto Dio ci ama, porta degli esempi concreti che, nelle nostre comunità di piccoli paesi, fino a diversi anni fa, erano gesti di solidarietà a cui “nessuno diceva di no”. Penso, ad esempio, alle nostre mamme, quando, nel mezzo di un pranzo “importante”, si accorgevano del pane non più sufficiente o di qualche altro alimento che era terminato improvvisamente, mettendo in agitazione colei che li avesse preparati, con l’imminente arrivo degli ospiti invitati e la paura di una brutta figura. Allora, di corsa, si precipitava dalla vicina, che normalmente rimediava al problema. Gesù, questo esempio ce lo descrive; ci fa intravedere come il Padre ha sempre quello che noi richiediamo: basta domandarglielo. Ma se noi mortali, siamo abituati a richiedere le cose in prestito, Dio ci ama di un amore talmente grande che non pretende nulla, anzi, nonostante le nostre infedeltà ci abbraccia nella sua Misericordia, circondandoci di affetto e di interessi. La preghiera del “Padre Nostro”, è un invito ad abbandonarci, alla sua tenerezza. A lui, nei momenti del bisogno, possiamo rivolgerci senza nulla pretendere; è questo il senso della nostra  perseveranza e della nostra sequela in Dio


Preghiera
Padre Mio, io mi Abbandono a te, fa’ di me ciò che ti piace. Qualunque cosa tu faccia di me, ti ringrazio. Sono pronto a tutto, accetto tutto, purché la tua volontà si compia in me e in tutte le tue creature. Non desidero niente mio Dio. Rimetto la mia anima nelle tue mani, a te dono mio Dio, con tutto l’amore del mio Cuore. Ed è per me un’esigenza d’amore il donarmi, con una confidenza infinita, poiché tu sei il Padre Mio. (preghiera di Abbandono – Charles de Foucauld). Amen.

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