Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XVI^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 16/07/2016
Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XVI^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

«Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta»… (Lc, 10,38-42)

In quel tempo, 38mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. 39Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. 40Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». 41Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, 42ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta»..


Una delle cose che porto nel cuore come uno scrigno prezioso, è quello di aver incrociato, tanti uomini e donne, la cui santità si percepiva con grande lungimiranza.
Santi, non in fila nel calendario liturgico e civile, santi senza aureola visibile, ma con il cuore pieno di zelo e ardore per il Signore e i fratelli.

Penso, ad esempio, al grande apostolo della carità, Abbé Pierre, giunto quasi per caso sull’Amiata, a Piancastagnaio, negli anni novanta; penso anche Don Luigi di Liegro, il santo sacerdote, ex direttore della Caritas Romana, anche lui pellegrino a Piancastagnaio, durante la settimana Santa del 1995 e ospite della Casa famiglia della Resurrezione. Così come penso a Vittorio Trancanelli, il medico di Perugia, morto in giovane età per un cancro e di cui è in atto il processo di beatificazione; i familiari, la moglie Lia Sabatini nativa di Abbadia S. Salvatore e alcuni cittadini Pianesi, portano avanti ancora oggi, la bellissima testimonianza del medico dei poveri e dei reietti.

Accanto a loro, ricordo Fratel Carlo Carretto, che ebbi modo di conoscere negli anni settanta, quena’ero poco più che adolescente. Le mie prime ricerche ed esperienze spirituali, mi portarono a leggere, il libro di Fratel Carlo, “Lettere dal deserto”, pubblicato nei primi anni sessanta dalla casa editrice La Scuola di Brescia.
Carlo Carretto, maestro elementare di Torino, aveva ricoperto negli anni cinquanta, prestigiosi incarichi nella vita politica e cattolica italiana, diventando, insieme a Dossetti, Gedda e altri, un punto di  riferimento per i cattolici del dopo guerra, in seno alla gioventù di Azione Cattolica. Il suo momento più significativo, fu il grande raduno dei baschi verdi a Roma, nell’Anno Santo del 1950, in cui parteciparono anche tanti amiatini, per ricevere la benedizione di Papa Pio XII°.
La vita di Carlo Carretto, assunse nel tempo, un’altra dimensione, più contemplativa, fino al ritiro nel deserto del Sahara, a Tamanrasset, in Algeria, e, molti anni dopo, il suo ritiro in Italia, a Spello, tra le colline dell’ Umbria, dove iniziò una forte esperienza di preghiera con i giovani di tutto il mondo.
Nel libro “Lettere dal deserto”, Fratel Carlo parla della sua chiamata: “…Sentii una voce che mi diceva – Carlo non voglio più la tua azione, ma voglio te.”
L’aver scelto la parte migliore, rimanere con Gesù nell’adorazione e nel silenzio, fu la sua nuova e grande vita.

Vi ho portati questi esempi, perché oggi il Signore ci invita, attraverso l’episodio di Marta e Maria, gli amici cari assieme al fratello Lazzaro, il resuscitato, ad ascoltare lui, a non farci prendere dalla frenesia del fare, dell’esserci, del mostrarsi. Nella Chiesa, si usa dire, che  vi sono due aspetti: Maria, ovvero la contemplazione e Marta, il servizio. Non vi è servizio senza la contemplazione, non vi è contemplazione senza servizio ai fratelli. Del resto, Gesù stesso, dopo le parole nel cenacolo e l’istituzione della Eucarestia, si china a lavare i piedi ai discepoli. Una grande lezione, che oggi  il Signore ci dà e che i Santi, specie quelli di casa, quelli umili e nascosti, ci trasmettono con la loro vita.


Preghiera
Ai tuoi piedi Signore, come Maria  vorremmo stare in silenzio, ad ascoltarti. Avremmo scelto la parte migliore che nessuno ci toglierebbe. Ma il grido dell’umanità sofferente, le esigenze dei fratelli, ci debbono spingere ad avere un’urgenza  particolare per la tua carità.
Signore, dacci sempre la forza di pregarti, quando ci immettiamo nelle strade dell’azione, lungo il cammino dell’amore. Amen.

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