Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XV^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 09/07/2016
Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XV^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

«Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». (Lc, 10,25-37)

In quel tempo, 25un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». 26Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». 27Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». 28Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».

29Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». 30Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. 32Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. 33Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. 34Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. 35Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. 36Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». 37Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».


Sul bellissimo portale di quella che fu la sinagoga dell’operosa e fiorente comunità ebraica di Piancastagnaio, che nel Seicento, sotto il patrocinio del marchesato Bourbon del Monte, si era stabilita, vi era  una scritta, oggi parzialmente illeggibile, tratta dal libro del Levitico, che il popolo di Israele si era dato nella prospettiva di una fedeltà al Dio unico e misericordioso, Jahvè, che li aveva liberati dalla schiavitù di Egitto, portandoli verso la terra promessa.
Questa frase in latino, tradotta in italiano, dice: ”Ogni situazione di violenza, anch’essa avrà un termine”. Già, la violenza, il voler entrare nella vita degli altri, con prepotenza, cattiveria, violando appunto sentimenti fisici e umani.

Il Vangelo di questa Domenica, ci mostra due aspetti: il primo, la violenza gratuita verso uno sconosciuto; il secondo, la misericordia, sempre di uno sconosciuto, a colui che ha subito violenza.
Nel mezzo, tre “commessi viaggiatori”, appartenenti a classi diverse: un sacerdote, un Levita, (paragonabile ad un diacono) e un Samaritano, considerato, dai giusti di Israele, un eretico con cui non parlare. Mentre i primi due, vedendo lo sconosciuto a terra, malmenato, derubato, reso irriconoscibile nella sua dignità passano oltre, il terzo uomo, l’eretico, capisce che non può abbandonare il fratello sul ciglio della strada. Scatta la solidarietà, con l’episodio del suo soccorso quando si fermò e “versò sulle sue ferite olio e vino”, i segni della guarigione, sia fisica che morale, e lo accompagnò alla locanda dove si prese cura di lui pagando di tasca propria la sua forte generosità.
L’episodio, narrato da Luca, è, chiaramente, quello del Buon Samaritano. Calandoci nella realtà odierna, pensiamo a tutti  gli sconosciuti e le sconosciute, che subiscono violenza sulle strade delle nostre città; come siano lasciati soli dall’egoismo e dal falso legalismo, che impera ancora in quelle che dovrebbero essere normali e quotidiane forme di assistenza e misericordia.
I mass media, ormai, non fanno che mettere in luce episodi come quello descritto da Luca. Pensiamo all’episodio di quella povera ragazza uccisa poche settimane fa, lungo la periferia di Roma, dal suo ex fidanzato e come, per ore, abbia chiesto aiuto sul ciglio della strada, ricevendo la fredda incuria di chi passava. Sono tutti motivi che ci devono far riflettere se vogliamo accettare il Signore Gesù nella nostra vita, il quale è venuto a portare la misericordia e l’amore del Padre


Preghiera
Signore, tu sei il Buon Samaritano che si prende cura della nostra esistenza. Quando è ferita dalle violenze, tu versi sulle nostre ferite l’olio della compassione e il vino della gioia. Dacci sempre la forza di guardare oltre i nostri occhi sul ciglio della nostra strada, per essere vicini ai fratelli e sorelle cadute, prive di amore. Amen.

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