Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XIX^ Domenica del Tempo Ordinario

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 09/08/2015
XIX^ Domenica del Tempo Ordinario

Meditazioni per l’Anno Liturgico Ciclo B – Testi biblici “Nuovo Messale Festivo” – Edizioni Paoline

“Io sono il pane vivo disceso dal cielo… se uno mangia di questo pane vivrà in eterno… e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (Giovanni 6, 41-51)

41Allora i Giudei si misero a mormorare contro di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». 42E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».
43Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. 44Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 45Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. 46Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. 47In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
48Io sono il pane della vita. 49I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; 50questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. 51Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».


Sullo scaffale dove sono raccolti quei libri che mi fanno compagnia durante i miei giorni, da qualche settimana, ho posto una piccola tavoletta di legno, con al centro una colorata ultima cena, realizzata da artisti che fanno parte di quel commercio chiamato equo solidale: un piccolo oggetto, che ho acquistato a Piancastagnaio, durante l’ultimo mercatino che si e’ svolto nei giardini pubblici. La scena raffigurata e’ molto gioiosa, con gli apostoli seduti a mensa, e Gesu’ in piedi con le braccia spalancate. La cosa che mi colpisce in questa piccola rappresentazione, sono i discepoli tutti in fila a sedere. Tra l’ultimo di sinistra e il primo di destra, si notano due bianche ali, che chiude la fila dei commensali. Questa scena mi fa pensare alla nostra eucaristia, che e’ una Santa Cena, in cui chi vi partecipa, non puo’ non essere Santo e beato, come la Liturgia ci dice. Da alcune settimane, la parola domenicale, si sofferma sul senso del pane, in questo caso il pane trasformato nella vita e morte di Gesu’. Il partecipare alla Cena del Signore, significa comprendere tutto l’amore che ci viene dato in dono. Il Signore non allontana mai nessuno dalla sua mensa, e questo, nonostante le nostre infedelta’ e le nostre indifferenze. Nel piccolo quadretto colorato, tutti i discepoli sono avvolti dalle ali della Santita’. C’e’ anche Giuda, che poi tradira’ il Signore. Anche per lui, il dono del Corpo e Sangue Santo. Ma poi esce nella notte e viene vinto dal male. Il rischio che ancora oggi, corriamo, come Cristiani, quello di essere avvolti dalla Santita’, e una volta fuori chiesa, svoltiamo l’angolo, insensibili ai drammi dell’uomo di oggi, che chiede solo amore

Preghiera
Dacci sempre il tuo pane quotidiano e fa’ che non ci dimentichiamo di chi non ha pane, lavoro, salute. Amen.

Lascia un commento