Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XIV^ Domenica del Tempo Ordinario

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 04/07/2015
XIV^ Domenica del Tempo Ordinario

Meditazioni per l’Anno Liturgico Ciclo B – Testi biblici “Nuovo Messale Festivo” – Edizioni Paoline

“Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e a casa sua” (Marco 6, 1-6)

Per poter perlomeno accostarci al Vangelo di questa “afosa e calda domenica di luglio”, dovremmo fare un passo indietro nella storia, antica e recente, ed incontrare tantissimi amici e amiche che hanno testimoniato e “profetato” nella propria terra, tra la propria gente, e sono stati rifiutati, messi al margine, zittiti, dalle istituzioni, spesso religiose.
Come per Gesù, si è preteso di fare, da parte di taluni, anche e spesso amici, uno screening, a volte demolitore, di quanto di buono Dio stava operando quella persona; parole che hanno concretamente additato, chi  voleva fare il bene al prossimo. Parole che hanno coinvolto, appunto come per Gesù, le proprie radici familiari, frasi del tipo: “ma quello o quella, che si è messo in testa…”; “…vuole cambiare il mondo?….”; “…. neanche non sapessimo di dove viene, chi sia la sua famiglia, quante ne ha combinate, magari in gioventù”.
Tutto fatto, senza guardare ad una trasformazione che può avvenire nel cuore di ogni essere umano, e come Dio può servirsi di uno strumento “storto”, per raddrizzare il mondo. Gesù, durante la missione, sperimenta in più occasioni, il rifiuto, l’abbandono anche da parte dei suoi, la commiserazione che porta i suoi parenti ad andare a cercarlo sulle strade della Palestina, per riportarlo a casa, poiché era considerato, un pazzo, fuori di se, un indemoniato.
I nostri tempi, ci danno tanti esempi di testimoni, che hanno subito questa ” lapidazione” umana e morale, senza mai lamentarsi, ed accettando la condizione imposta come ulteriore segno di attaccamento a Cristo e alla sua Chiesa. Basta citare per tutti, un Santo come Padre Pio da Pietrelcina, il frate cappuccino che in vita, ebbe, soprattutto dalle autorità ecclesiastiche, sospensioni e provvedimenti. Don Lorenzo Milani, che, nonostante un rapporto doloroso con la sua Chiesa Fiorentina e i numerosi provvedimenti disciplinari, con il suo “forzato trasferimento” nella Parrocchia di Barbiana, non abbandonò mai la Chiesa, morendo molto giovane per un cancro, ripetendo il suo atto di obbedienza.
Volesse il Signore, darci uno spirito degno di riconoscere ed amare i suoi profeti

Preghiera
Fa’ o Signore, che non chiudiamo mai la porta del nostro cuore e della nostra casa, sia  umana che spirituale, alla profezia che è un dono molto grande e  importante. E, soprattutto, insegnaci a riconoscere i tempi e i segni, di questa profezia, ascoltando prima di tutto la tua Parola che salva. Amen.

Fonti
Immagine di copertina: Gesù nella Sinagoga – dal film “Gesù di Nazareth” di Zeffirelli

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