Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XIV^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 02/07/2016
Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XIV^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

«….Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; 4non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. 5In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”». (Lc, 10,1-12.17-20)

In quel tempo, 1il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.2Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! 3Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; 4non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. 5In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. 6Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. 7Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. 8Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, 9guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”.10Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: 11“Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. 12Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città.

17I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». 18Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. 19Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. 20Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».


Giorgio la Pira, è stato un, politico, avvocato, amministratore, sindaco di Firenze del secolo scorso, un cristiano, un grande uomo di pace, messaggero senza bisaccia né bastone, annunciatore di miti speranze. Visse le grandi tragedie del dopoguerra italiano, impegnandosi in una politica di servizio, senza favoritismi personali, proteso ad avere, come unico tesoro nelle sue mani, il vangelo di Cristo, impegnandosi nella difesa dei poveri, accettando un’esistenza di povertà estrema ma dignitosa. Di lui, ricordiamo le tante missioni ed i simposi tenuti nella sua città Firenze, durante la guerra “vera” come quella in Vietnam, e “fredda” come il muro tra l’America e la Russia. Un episodio narrato dai suoi biografi ufficiali, ci parla di quest’uomo volato in Russia, per un importante convegno sulla pace. La Pira rimase lì per circa due mesi, poiché non aveva i soldi  per pagarsi il biglietto di ritorno a Firenze, costretto a chiedere aiuto al consolato italiano. Questo grande uomo, chiamato il sindaco Santo, di cui è in atto la causa di beatificazione, morto in un’austera celletta del convento fiorentino dei Domenicani a San Marco, ci introduce a meditare la pagina del Vangelo di questa quattordicesima domenica del tempo ordinario.

Per alcune domeniche, ci siamo soffermati sulla sequela, cioè il seguire il Signore. Oggi Gesù invia i settantadue discepoli in missione. Senza nulla, né bisaccia e né bastone, gli oggetti tipici di chi si incammina verso un viaggio. Dà loro solo un comando; il saluto di pace in ogni luogo; un saluto, che è gioia ed è il riconoscere i fratelli. Al loro ritorno, i settantadue, sono entusiasti, ma non fanno a meno di commentare, quasi avessero loro soli il brevetto di annunciare quel che hanno visto, come cioè altri fratelli, avessero avuto il dono di operare cose grandi in nome di Gesù. E’ la tentazione di noi Cristiani, quando ci sentiamo gli unici portatori della verità, quando in cuor nostro crediamo che Gesù abbia scelto solo noi per portare avanti il suo disegno di salvezza. Invece no; Dio si serve di tutte le persone, quale siano i propri credi religiosi, per continuare ad amare l’uomo sulla terra. Ed è per questo che, ancor oggi,  sorgono uomini di pace senza sandali, bastone e bisaccia. Uomini che mettono a repentaglio la propria vita, dando al denaro il giusto valore di esistenza e lasciandosi guidare dalla dinamica del provvisorio, fidandosi delle parole del Signore: “Non vi angustiate per il domani, poiché il domani, ha già la sua pena.”


Preghiera
Tu solo, Signore Gesù, sei la ricchezza della nostra vita. In te, sono nascosti i tesori della vita eterna. Dacci la  forza di accettare quello che la vita ci offre ogni giorno e di non chiedere il superfluo, sapendo che quello che è in più è un dono del tuo amore, da dividere con i fratelli. Amen.

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