Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XIII^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 25/06/2016
Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XIII^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

… «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». (Lc, 9,51-62)

51Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme 52e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. 53Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. 54Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». 55Si voltò e li rimproverò. 56E si misero in cammino verso un altro villaggio.
57Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». 58E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». 59A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». 60Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». 61Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». 62Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».


Cari lettori, qualche anno fa, vi proposi come esempio di discepolo di Cristo, la figura di un grande pastore Luterano del secolo scorso, Dietrich Bonhoeffer. Il suo luminoso esempio, l’amore per Cristo, il suo martirio (venne assassinato in un campo di concentramento, il 9 aprile 1945, dietro la  falsa accusa di aver, insieme ad altri amici, cospirato ed ideato, un attentato contro Hitler), ci aiutano a meditare il Vangelo di oggi, il lungo discorso che Gesù fa ai suoi discepoli sulla sequela, ovvero il cammino di ogni Cristiano accanto al suo maestro, lungo le strade del mondo.
Per Gesù, infatti, non vi sono condizioni per ripensare alla sua chiamata; sembra un paradosso, la risposta che dà a colui che si sente chiamato. In effetti Gesù, chiama quel giovane, ma la giustificazione che lui dà, che può anche essere del tutto normale (lutto in casa, la morte di un genitore, il dovere di dare una sepoltura al proprio padre) non sono per Gesù le cose che debbono impedire all’uomo di cambiare vita, per trovare la vera vita eterna: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti.”
Come dire, lascia chi, questa vita, la distrugge, la priva di un senso, la uccide nel peccato; tu seguimi se vuoi avere la vera vita, quella eterna. Ritornando poi alla figura del grande pastore Bonhoeffer, tra varie opere teologiche di grande spessore spirituale, ricordiamo il grande saggio “Sequela”, che ben si con fa alla parola di Dio. Al limite del suo grande amore per Cristo, il teologo luterano tedesco, scriveva che la sequela “consiste in una vita strettamente basata sulle sue tracce, nel seguirlo come modello.
Questa interessante e dettagliata descrizione di come Gesù chiama i discepoli e i singoli credenti a se, è un cammino che diventa leggero perché percorso in sua compagnia. Che dire allora; gli aspetti della sequela, del seguire il Signore Gesù, sono modelli di rinuncia e povertà assoluta. Il lungo brano che ascolteremo oggi nelle nostre chiese, ci mostra anche un altro aspetto della personalità di Gesù: la sua estrema povertà. A lui, che possiede tutto il creato e i cuori degli uomini, la terra non offre neanche un sasso per poter riposarsi.

Tanti nostri fratelli Santi, hanno incarnato nella povertà, questo modello di vero Cristiano. Francesco d’ Assisi, che rinuncia alla ricchezza spogliandosi davanti al Vescovo e morendo si fa deporre nella nuda terra, ci sia di esempio in quest’anno della Misericordia, che ci invita a riscoprire il senso di un cuore misero e povero per seguire il Signore.


Preghiera
Signore, tu che hai detto “Chi mi segue, non cammina nelle tenebre”, dacci la luce per poterti vedere, amare, riconoscere nei nostri fratelli e sorelle che incontriamo nel nostro cammino. Amen.

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