Redazione. “Opere e giorni del Signore”: XII^ Domenica del Tempo Ordinario

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 21/06/2015
XII^ Domenica del Tempo Ordinario

Meditazioni per l’Anno Liturgico Ciclo B – Testi biblici “Nuovo Messale Festivo” – Edizioni Paoline

“Chi e’ costui a cui anche il vento e il mare obbediscono?…” (Marco 4, 35-41)

All’inizio Certo , se con un cenno e un ordine si potesse placare la furia del mare. La grande distesa di acque che copre il mondo, oggi , diviene tristemente famosa per chi, lo attraversa in condizioni disperate e senza una meta, in balia di uomini senza scrupoli e coscienza. Il mare,che diviene, in questi mesi estivi, il riposo dalle fatiche di un’anno, a cui ci si prepara mesi prima, come a un’appuntamento da cui non mancare. Il mare, come antico simbolo di miti, mostri marini, male e morte. Il mare,che prefigura la base del mondo, le cui acque, secondo la Genesi biblica coprivano all’inizio della creazione, l’universo. Nel brano evangelico di questa dodicesima domenica dell’anno liturgico, troviamo la fragilita’ dell’uomo e la Signoria di ”Dio sulla natura” da esso creata”. Gesu’ e’ sulla barca, si scatena una grande tempesta, gli apostoli sono presi da terrore e spavento. Gli eventi di questi mesi ci fanno pensare e rivedere nelle immagini che non possiamo dimenticare, il grido di disperazione, di tanti fratelli e sorelle, costretti a viaggiare in dannate carrette del mare, in condizioni disperate.La crudelta’ dei mezzi di informazione dei nostri giorni, non ci risparmia, immagini atroci di chi non ce la fa’ e muore annegato nel mare, portando con se il sogno di una nuova vita infranto nelle onde della tempesta. Proprio in questa ottica , rivedo la scena avvenuta migliaia di anni fa, con l’apostolo Pietro, che urla tutta la sua paura” Signore Salvaci..stiamo affondando”. E il dito di Gesu’, che si leva minaccioso sul mare in tempesta, ordinandogli di ”tacere”. E penso, a tutti quei clandestini, che ripetono” Signore ( a qualsiasi divita’ appartengono) siamo ”perduti”, e non trovano una voce umana, che dia loro una parola di conforto e di accoglienza. Anch’essi gridano ” my dai ,mi day”, aiuto e non trovano nessuno che li salvi.Per questo il Vangelo di questa Domenica, si ferma sulla riva del nostro mondo moderno, e ci invita, a ”pregare” il Signore del Mondo, perche’ apra le braccia della sua Misericordia in favore di quella grande ”umanita”, senza meta, senza speranza, che urla senza che gli altri odano, il diritto alla vita.

Preghiera
Se ti abbiamo conosciuto, Signore, nella nostra vita fa’ che possiamo agire come te, con amore, tenerezza, misericordia. A nessuno, infatti, e’ dato di girarsi dall’altra parte, mentre il fratello accanto, vive il dramma dell’abbandono. Signore, a cui appartengono il tempo, la natura e le sue crature, tu ritornerai alla fine dei tempi. Ci giudicherai su quanto abbiamo amato e ci chiederai conto del nostro fratello. Fa’ che la nostra risposta non sia come quella di Caino ai campi: “Sono forse io, il custode di mio fratello?”. Amen.

  

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