Redazione. “Opere e giorni del Signore”: X^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 04/06/2016
Redazione. “Opere e giorni del Signore”: X^ Domenica del Tempo Ordinario (C)

… il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!» (Lc, 7, 11-17)

In quel tempo, 11Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. 12Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. 13Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». 14Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». 15Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. 16Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». 17Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante..


Qualche anno or sono, durante un fraterno colloquio con un anziano sacerdote, venimmo ad affrontare il doloroso tema della morte. Egli mi confidò di aver, qualche anno prima di farsi prete, di aver attraversato una grossa crisi, umana e spirituale. Il fatto, riguardava la morte di un suo giovane nipote, un  ragazzo nel fiore della giovinezza, morto improvvisamente a causa di una di quelle morti, ancora oggi misteriose e improvvise, comunemente dette “morti bianche”, che toccano una sfera di età molto giovane, repentine ed improvvise, lasciando nel dolore familiari ed amici.
Mi ricordo ancora le sue frasi:·”di fronte al corpo senza vita di quel ragazzo alto e robusto, ero rimasto senza parole, sussurrando dentro di me… Perché Signore? Com’è possibile Signore…! non trovando in quel frangente umana risposta…Ci vollero molti mesi prima che quel dolore, trovasse una risposta difronte a Dio.”

Oggi, potremmo dire che il Vangelo di Luca, che riprendiamo in questo tempo ordinario, può sembrare inadeguato, fuori dalle logiche umane. Dopo il lungo periodo Pasquale, infatti, in cui per cinquanta giorni ci siamo sentiti ripetere dal gioioso risuonare dell’Alleluia, che la morte è stata sconfitta, ascoltiamo il brano della Vedova di Nain. La morte di un giovane, il dolore di sua madre che aveva questo figlio solo, poiché il marito le era morto. Al passaggio di quel funerale, animato come sono i funerali di giovani e giovanissimi anche ai nostri giorni, il Signore si commuove. Avrebbe potuto fermarsi, guardare, commiserare, stare in silenzio di fronte alle lacrime infinite di quella donna, che non chiede nulla. E qui, la compassione di Dio, si fa talmente grande, che restituisce il giovane, svegliandolo dagli angusti meandri della morte. Una risurrezione, che anticipa la sua, preludio per la nostra finale.

Anche recentemente, nella nostra Amiata, abbiamo avuto perdite di giovani; improvvise senza un senso apparente, ma preziose agli occhi di Dio. Ma la morte, entrata nel mondo come una  triste eredità di colpa antica, è stata sconfitta dal Signore della Vita. E’ il nostro Credo, è la nostra verità.

Vorrei lasciarvi,  regalandovi alcune frasi prese dall’augurio della Pasqua 2011, dei Monaci Bendettini Silvestrini, del monastero San Vincenzo di Bassano Romano: “Quando vedrai sul letto di morte il tuo sposo o la tua sposa, il tuo amico più caro, il tuo figlio o la tua figlia e in silenzio guarderai il loro volto nel distacco, dì a te stesso e a loro: coraggio, ci rivedremo nel regno, e per loro, io sono già sulla strada del  risorto. Questo significa credere alla resurrezione.”

 


Preghiera
Per i tuoi fedeli, Signore, la vita non è tolta, ma trasformata, e, mentre si distrugge questa abitazione terrena, viene preparata una dimora eterna nel cielo; Signore, vogliamo crederlo, aumenta la nostra fede. Amen.

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