Redazione. “Opere e giorni del Signore”: Venerdì Santo

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 25/03/2016
Opere e giorni del Signore: Il Venerdì Santo

Ho sognato che camminavo
in riva al mare con il Signore
e rivedevo sullo schermo del cielo
tutti i giorni della mia vita passata.
E per ogni giorno trascorso
apparivano sulla sabbia due orme:
le mie e quelle del Signore.
Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,
proprio nei giorni
più difficili della mia vita.
Allora ho detto: “Signore
io ho scelto di vivere con te
e tu mi avevi promesso
che saresti stato sempre con me.
Perché mi hai lasciato solo
proprio nei momenti più difficili? “
E lui mi ha risposto:
“Figlio, tu lo sai che io ti amo
e non ti ho abbandonato mai:
i giorni nei quali
c’è soltanto un’orma sulla sabbia
sono proprio quelli
in cui ti ho portato in braccio”.   (M Fishbak Powers)

orme sull sabbia

Secondo un’antica tradizione, il Signore, morì, sulla croce, con il volto rivolto a destra, dopo aver guardato e perdonato il ladrone morente. Oggi, Venerdì Santo 2016, su quella croce, dove le braccia di legno, quelle orizzontali per abbracciare tutti, quella verticale per chiamare il Padre, ci sono i nostri dolori, le nostre miserie, il nostro mondo impazzito. Non serve fare l’asettica cronaca di questi giorni tormentati. Lui, per primo, ha preso su di se l’odio, la violenza, la sofferenza degli uomini di ieri, di oggi, di sempre. Il grido dell’umanità, che si ripete da secoli e che la scrittura ci mostra nei suoi profeti, trova, in questo giorno, la sua piena condivisione. ”Dov’eri, tu, Padre del Mondo, quando la cattiveria e la crudeltà, la morte e la disperazione imperversavano e non c’era via di scampo?” Lui, non ha risposto con parole umane, lui si è offerto perché ognuno trovasse, nel suo sacrificio, una ragione al proprio dolore. La Croce, dunque, rappresenta tutto. Ma anche sulla Croce, non ci ha abbandonati, ci ha aperto una speranza, ha spalancato il suo cuore perché ognuno fosse attratto da quel fiume di Grazia e Misericordia, costato sangue, sudore e lacrime. Ecco il senso del Venerdì Santo.


In questa giornata di forte partecipazione al Mistero di Cristo Morto per la nostra salvezza, anch’io sto vivendo un’ora di particolare unione al Cristo sofferente. Vi chiedo uno sguardo particolare al Crocifisso, che tanti di voi andranno a venerare nel pomeriggio durante la solenne azione liturgica pomeridiana. In Comunione, con una mia  particolare sofferenza, data da un caro familiare, che proprio in queste ore sta subendo un delicato intervento chirurgico presso l’ospedale delle Molinette a Torino.
Grazie. Giuseppe.

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