Redazione. “Opere e giorni del Signore”: Ultima Domenica di Quaresima.

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 21/03/2015.
“Opere e giorni del Signore”: Ultima Domenica di Quaresima

Meditazioni per l’Anno Liturgico Ciclo B – Testi biblici “Nuovo Messale Festivo” – Edizioni Paoline

”Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto”. (Gv 12,20-23).

Mentre sto scrivendo questa riflessione per l’ultima domenica di Quaresima (domenica prossima, con il mistero di Gesu’ che entra in Gerusalemme per dare compimento alla sua Passione, inizieremo  quella  che i Padri della Chiesa  chiamavano la ”Grande Settimana”), guardo dalla finestra l’ultimo squarcio di sole, che in questi giorni ha dominato le nostre ultime giornate invernali. Con l’arrivo della primavera, la vita rinasce, la natura espolode in tutta la sua magnificenza. Con il pensiero, faccio un passo indietro, di alcuni mesi, quando l’autunno si stava facendo strada con i Amiata_ValdOrciasuoi colori meravigliosi. Da quando svolgo il mio lavoro in quella terra benedetta da Dio, che è la Val d’Orcia, mi piace, durante i viaggi quotidiani osservare il lento mutare delle stagioni e del tempo inesorabile, ma non definitivo, appunto con il ritorno delle stagioni. Oggi  il Vangelo di Giovanni, ci parla di uno dei discorsi più belli che il Signore Gesu’, pronuncia prima della sua morte. E prende ad esempio, quel piccolo dono di Dio che e’ il grano. In effetti, quando in Valdorcia, nelle nebbiose giornate autunnali, vedo quei contadini che seminano il grano, penso all’uomo e alla sua vita, destinata un giorno a diventare seme nella terra in attesa della primavera finale ed eterna. L’uomo infatti, ha bisogno di credere che quel semino, apparentemente morto, si risvegliera’ e diventera’ una grande spiga fiera e orgogliosa. Così, come per  Gesu’, che parla della sua morte e della sua risurrezzione, anche noi dobbiamo guardare a quel seme, nascosto, marcito, che, nel suo letargo,  diventa metamorfosi della vita eterna. Così come la luce,  dopo i rigori invernalisi fa strada, il nostro sguardo deve essere rivolto all’alba di quel primo giorno della settimana, giorno in cui la morte ha riconsegnato alla Vita il Figlio di Dio. Solo così possiamo dirci Cristiani che non nascondono la  propria gioia di essere stati salvati. La gioia Pasquale e’ letizia che pervade l’anima. Troppo spesso i Cristiani, hanno racchiuso questa meravigliosa notizia, nel proprio buio ed oscurantismo. Troppo spesso da far affermare al celebre filoso Nietzche, con sarcasmo: <<Dove diavolo nascondete lavostra gioia? A vedervi non sembrate dei salvati>>.

Preghiera
“Signore aiutaci a credere che dopo il buio del dolore, della morte, della disperazione, c’è sempre l’alba della Tua Pasqua, perché tu hai inaugurato nella tua morte, il Mistero Pasquale del nuovo sacrificio. Dacci la forza di seguirti sulla via della croce per risorgere assieme.” Amen.

Fonti:
Immagine di copertina: www.sstrinita-villachigi.com
Immagine nell’articolo: www.nozzescluve.it

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