Redazione. “Opere e giorni del Signore”: Terza Domenica di Quaresima Tempo Ordinario (C)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 27/02/2016
Opere e giorni del Signore: Terza Domenica di Quaresima del Tempo Ordinario C

Meditazioni per l’Anno Liturgico Ciclo C – Testi biblici “Nuovo Messale Festivo” – Edizioni Paoline

se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo (Lc 13, 1-9)

1In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. 2Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? 3No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. 4O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? 5No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
6Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. 7Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. 8Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. 9Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».


Molti anni fa, mia madre, al ritorno da uno dei suoi  pellegrinaggi, che soleva fare in uno dei tanti santuari italiani, ci portò, la talea di una pianta grassa, originaria del Madagascar, il cui nome  scientifico è “Euphorbia mili”, comunemente detta “Spina di Cristo”, per le sue spine appuntite e i fiori di un rosso color sangue umano. Gli era stata donata dai dai Frati Carmelitani Scalzi del celebre Santuario di Gesù Bambino di Praga, presso Arenzano (Ge), che, all’interno del santuario, curano un grande giardino botanico, con piante rare di ogni specie.
La piccola talea, divenne una grande pianta, curata con amore ed affetto, che regalava, tra le sue spine, bellissimi fiori tutto l’anno. Cinque anni fa, la mamma morì e la pianta rimase abbandonata in un angolo della scalinata d’ ingresso alla nostra abitazione, messa un po’ da parte. Un giorno, io e mia sorella, ci accorgemmo, con amarezza, che la povera pianta, arrivata all’estremo, stava morendo a causa del prolungato periodo di non curanza. Mia sorella insisteva per  buttarla via nella spazzatura. Io però, ero convinto, che, con una buona potatura, del concime, e soprattutto tanto amore, la pianta sarebbe ritornata bella e rigogliosa come ai tempi della mamma. E proprio dietro la mia insistenza, la pianta fu curata ed ebbe di nuovo tanto affetto, ritornando al suo antico splendore.

Euphorbia_mili

Vi  ho  voluto raccontare questo episodio personale, in riferimento al Vangelo di questa domenica, Terza di Quaresima. Un Vangelo che parla dell’infinita Misericordia di Dio, che non ha fretta, che ci aspetta, nonostante il brutto delle nostre azioni, che spesso seccano la nostra vita spirituale. Dio è Misericordioso, ma allo stesso tempo, esige da noi un cuore sempre nuovo pronto alla conversione. Lui, paziente, ci invita a convertirci, a convergere cioè sull’onda del suo amore infinito.
Gesù, sempre in questo brano di Luca, sembra un opinionista del suo tempo. Due fatti, che oggi, troverebbero spazio nella prima pagina di un quotidiano nazionale, gli danno lo spunto per mettere in guardia i presenti. Gesù, parl  di un massacro sacrilego, ordinato dal procuratore Ponzio Pilato, dentro il Tempio di Gerusalemme. Un abominio, per il Pio Israelita, l’aver mischiato il sangue dei sacrifici. E poi, ancora, una tragedia, che aveva visto la morte di 18 persone, schiacciate dal crollo di una torre a Siloe. Dietro questi due fatti, l’avvertimento di Gesù: “Se non vi convertirete, perirete allo stesso modo.”

Siamo ormai a Quaresima inoltrata e sempre più si fa pressante l’appello di Paolo, risuonato il mercoledì delle ceneri: “Ora è il tempo favorevole, ora è il tempo della nostra salvezza”.
S. Agostino, Vescovo di Ippona, scrisse in una celebre frase: “Ho paura di Dio che passa.” Dio cammina sempre con l’uomo, sta all’uomo riconoscere i suoi passi, come Adamo nel Giardino dell’Eden, e accoglierlo nella fede

Preghiera
Signore, tu sei l’eterna primavera che riempie di nuova vita la nostra esistenza spirituale. Tu sei paziente, tu ci dai infinite occasioni e fino all’ultimo istante della nostra vita, ci dai l’opportunità di stringerti a te, nell’abbraccio del tuo amore infinito. Dacci sempre la consapevolezza che siamo tuoi, che il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te.  
Amen.

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