Redazione. “Opere e giorni del Signore”: Terza Domenica di Pascqua

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 09/04/2016
Redazione. “Opere e giorni del Signore”: Terza Domenica di Pasqua – Domenica in Albis

«È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare.!» (Gv 21, 1-19)

1Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: 2si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. 3Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
4Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. 5Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». 6Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. 7Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. 8Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
9Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. 10Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». 11Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. 12Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. 13Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. 14Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.
15Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». 16Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». 17Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. 18In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». 19Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».


Ritorniamo al sepolcro del risorto, in quell’alba del primo giorno della settimana, dove le “donne mirofore”, cioè quelle donne che si erano incamminate verso la tomba di Gesù con gli olii aromatici, tra cui le tipiche sostanze orientali come la mirra e l’aloè, usate anche per ungere i morti prima della sepoltura. Sono tristi per quanto accaduto nel venerdì Santo; con la preoccupazione nel cuore di chi le avesse aiutate a spostare l’enorme sasso davanti alla grotta della tomba, vengono avvolte dalla luce Pasquale, con l’annuncio dell’angelo: “Non è qui, è risorto; come aveva detto.”

Il cenacolo, divenuta la prima Chiesa dei discepoli impauriti; lo scetticismo degli apostoli; la corsa di Giovanni e Pietro al sepolcro che, arrivati, stentano ad entrare. Come un misterioso atto di prima obbedienza e rispetto, Giovanni si pone fuori, facendo entrare Pietro, con il cuore gonfio di amarezza dopo i fatti di Gerusalemme.
I Padri della Chiesa vedono in questo episodio, proprio la nascita della Comunità Cristiana: Pietro, che rappresenta appunto la Chiesa, che entra nel sepolcro credendo oltre le bende ed il sudario; Giovanni, che rappresenta l’amore, la condivisione, l’eucarestia nascente, nel servizio misericordioso ai fratelli.
Ci spostiamo sul lago di Tiberiade, dove i discepoli sono tornati al vecchio mestiere di pescatori. Gesù, come quando era sulla terra, si mostra nelle cose semplici e quotidiane. Pietro sta pescando assieme agli altri. L’episodio del rinnegamento, fuori dal sinedrio, nella notte del Venerdì Santo e lo sguardo amoroso di Gesù in catene, lo hanno cambiato; è lui a riconoscere Gesù sul lago. Lo riconosce, con un termine che da questo istante segnerà la vita di molti Cristiani: “E’ il Signore, il Kyrios, lo scopo della mia vita.”
Ora che lo ha conosciuto, quello che ha detto tante volte senza mai attuarlo, quello di dare la propria vita per lui, diventa la profezia della sua vita, che Gesù gli propone nella triplice domanda: “Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?”

Mi piace pensare a quest’uomo, irascibile e rozzo; uomo di tante parole senza un seguito, che proprio da Gesù è indicato come suo successore in questa terra e che gli ha voluto veramente bene.
Vorrei concludere, rimandandovi ad una bella scena del film di Mel Gibson, “The Passion”, “Passione”, quando Gesù, in catene nel pretorio, ripensa alla sera prima nel cenacolo, quando lava i piedi ai discepoli; arrivato Pietro, lo guarda con un amore particolare, pur sapendo che alcune ore dopo  si rifiuterà per tre volte di conoscerlo.

Preghiera
Signore, a Pietro hai dato tutto l’amore possibile nonostante la sua fragilità umana, ponendolo a capo della Chiesa nascente. Dacci sempre l’opportunità di riconoscerti come Signore della nostra vita. Amen

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