Redazione. “Opere e giorni del Signore”: Solennità dell’Ascensione del Signore

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 07/05/2016
Redazione. “Opere e giorni del Signore”: Solennità dell’Ascensione del Signore

«…«Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno…» (Lc, 24, 46-53)

46e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 47e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48Di questo voi siete testimoni. 49Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
50Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. 51Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. 52Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia 53e stavano sempre nel tempio lodando Dio.


Una certa letteratura, molto seguita negli anni ottanta, che fece la fortuna di alcuni editori, per lo più pubblicitari di book da edicola di stazione ferroviaria, si era appassionata all’eterna discussione: “c’è vita oltre la morte?”, ipotizzando teorie condite da pseudo testimonianze molto discutibili. Una di queste, che, a volte, ritornano nelle chiacchierate di fine serata, è quella secondo cui, i nostri cari defunti, dopo la dipartita da questo mondo, godrebbero di un congruo periodo di tempo ancora sulla terra, prima di entrare nel famoso tunnel di luce per raggiungere l’eternità. Questa tesi, per quanto bizzarra, ha rappresentato, tra l’altro, anche il successo di una serie televisiva dei nostri anni.

Inizio questa riflessione, che, oggi, ci porta a celebrare l’ ascensione al Cielo di Gesù, con questo argomento che potrebbe esulare dal tema preposto. In effetti, Gesù è morto, come afferma la scrittura, ed è stato sepolto come ogni mortale. E’ sceso agli inferi, a rivelarsi ai Padri antichi del Vecchio testamento, ed è risorto nel suo vero corpo, come ci dice la liturgia della notte di Pasqua.
Ma, dopo la sua resurrezione, Gesù è veramente rimasto sulla terra; con il suo corpo, si è reso pellegrino ad Emmaus, ha spezzato il pane, si è fatto toccare da Tommaso incredulo, ha preparato il mangiare per i suoi amici. Lui, reale, non ha avuto bisogno della invisibilità per rimanere nella terra. Poi, anche per lui, è arrivato il momento di salire oltre le nubi, per prendere possesso del regno del Padre. Lui, il Kirios, colui che era, che è e che sarà.
Venuto sulla terra, non poteva non rivedere i suoi luoghi, incontrare i suoi fratelli, rivedere i luoghi della sua passione. Ci ha insegnato a sperare nella  nostra condizione finale, la  resurrezione della carne, una resurrezione completa, in anima e corpo come lui, per rimanere per sempre in un luogo di luce e  pace eterna, dove non esisterà più il dolore, la morte e le lacrime; perché, come dice Giovanni nell’Apocalisse: “le cose di prima sono passate”

Preghiera
Ti ringraziamo, Padre del cielo, per il dono del tuo figlio, dato a noi dalla Vergine Maria. Facci partecipi della sua gloria al termine della nostra vita terrena. Amen.

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