Redazione. “Opere e giorni del Signore”: Solennità del Corpo e Sangue di Cristo

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 28/05/2016
Redazione. “Opere e giorni del Signore”: Solennità del Corpo e Sangue di Cristo

Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare» (Lc, 9, 11-17)

11Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
12Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». 13Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». 14C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa».15Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. 16Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. 17Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.


Nella notte del 14 agosto 1730, alcuni ladri penetrarono nella Chiesa di San Francesco a Siena, retta dai Frati Minori Conventuali; profanando il tabernacolo, rubarono la sacra pisside con le 330 particole consacrate, facendole poi ritrovare, il 17 agosto dello stesso anno, nella cassetta delle elemosine, nella Chiesa dei Santa Maria in Provenzano.
L’amarezza, prima dei senesi, che sospesero in segno di riparazione la corsa del Palio dell’Assunta, si trasformò in gioia e adorazione, dopo il ritrovamento del grande segno Eucaristico. Quello che avvenne poi, è da sempre considerato un fatto prodigioso, fino ai nostri giorni; le sacre particole, conservate ancora oggi nella basilica di San Francesco, dopo più di trecento, fresche e incorrotte, nel loro prezioso reliquiario.
Un fratto grande e bello, che ci introduce alla festa odierna, la solennità del Corpo e Sangue di Cristo, “Corpus Domini”. Oggi, cari lettori, ci è dato di contemplare in silenzio, questo grande mistero. L’amore di Cristo, il figlio amato dal Padre, si fa corpo e sangue  per la nostra fame di amore. Sembra un gioco di parole, ma è così.
La nostra tradizione toscana, è ricca di frasi e battute che hanno spesso un grande significato. Spesso, si sente dire da giovani mamme che prendono in braccio i propri bambini “Ti voglio così bene, che ti mangerei!”
Cristo oggi ci dice “Ti amo così tanto, che per amore mi faccio mangiare da te; voglio entrare nella tua vita, entrare nel tuo cuore.”

Cristo passa lungo le nostre strade solennemente, nel segno del pane, custodito nell’ostensorio. La parola ostensorio, dal latino “ostendere”, “mostrare”, si riferisce alla grande teca di vetro, nella forma di un raggio di sole dorato, in cui è custodita l’ostia candida, che il sacerdote tiene tra le mani.
Un ostensorio materiale. Più importanti siamo noi, che nutrendoci del pane divino, diventiamo “ostensori” per i nostri fratelli. Cristo, ci chiede solo di non appannare il vetro della nostra esistenza, per mostrarlo sempre in armonia con la sua vita.
Un ultimo pensiero, ai bambini, di tutto il mondo, ma in particolare, alle bambine e ai bambini, che hanno ricevuto o riceveranno, per la prima volta la Santa Comunione. Anche loro, piccoli ostensori , per mostrare, nella loro innocenza, il candore e la semplicità di un primo incontro tanto atteso e voluto. Auguri.

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Preghiera
Signore, nutrimento alla nostra fame spirituale, oggi passi sulle nostre strade, indicandoci, la via per raggiungere il regno eterno, nell’amore e nella carità. Dacci sempre di questo pane. Amen.

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