Redazione. “Opere e giorni del Signore”: Seconda Domenica di Quaresima Tempo Ordinario (C)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 21/02/2016
Opere e giorni del Signore: Seconda Domenica di Quaresima del Tempo Ordinario C

Meditazioni per l’Anno Liturgico Ciclo C – Testi biblici “Nuovo Messale Festivo” – Edizioni Paoline

E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!» (Lc 9, 28-36)

28Circa otto giorni dopo questi discorsi, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. 29Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. 30Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, 31apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. 32Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. 33Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva. 34Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. 35E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». 36Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.


Normalmente, mi piace alzarmi molto presto, il sabato mattina, per poter brevemente riflettere e riassumere queste brevi considerazioni sul Vangelo domenicale, che ormai, da circa un anno e mezzo, Amiatanews propone ai suoi lettori. Capita, nel silenzio del mattino, di ascoltare i rumori e i passi di un paese, qualunque esso sia, che lentamente si risveglia dalla notte. In questo “pazzo” inverno, di un Febbraio quasi al termine, da alcune settimane, l’alba è contraddistinta dal cinguettio degli uccellini, che iniziano la loro ricerca, preparandosi alla costruzione del nido per la prole futura. E’  una perenne trasfigurazione della natura. Trasfigurazione è proprio il tema di questa seconda domenica di Quaresima, domenica in cui, in lontananza, si vede il cammino della settimana Santa, con i suoi misteri di morte e resurrezione. Quella vissuta da Pietro, Giacomo e Giovanni, sul Monte, insieme a Gesù, è una straordinaria esperienza di amore e di preghiera. Gesù, come narrano gli evangelisti, cambia colore, diventa un punto di luce che abbaglia, si manifesta in tutta la sua gloria. Accanto a lui, sono i due Padri dell’Antico Testamento, che, con la loro presenza, mettono, “quasi per iscritto”, ciò che è accaduto: Mosè, il datore della legge, colui che ha portato il popolo fuori dall’Egitto; Elia, il profeta della “carezza di Dio”, colui che nella preghiera e nel silenzio, comunica con l’eterno. Pensando a questo singolare momento della vita di Gesù, ed il seguito della sua vicenda, con la semplicità dei discepoli che non capiscono, insistendo per rimanere sul Tabor, penso alla nostra vita, innestata, con il battesimo, in quella divina, che, come diciamo nel credo domenicale, avrà la sua trasfigurazione, così come tutto il creato, avrà, come dice Paolo, il suo parto dopo le doglie dolorose di questa umanità. Nel prefazio, la preghiera che segue il rito dell’offertorio della Messa, in questo caso, quello delle messe esequiali, si legge: “egli trasformerà il nostro misero corpo mortale, nel suo corpo glorioso.” Nell’ Apocalisse di Giovanni, si parla di una nuova era, un nuovo mondo, dove la morte, le lacrime, il dolore, le miserie umane, scompariranno perché trasfigurate dall’amore di Dio, il quale ha dato se stesso per noi.

Preghiera
Signore, come per Pietro, Giacomo e Giovanni, a volte, anche per noi, è bello restare in cima al monte, per godere della tua gloria. La nostra tentazione, è, infatti quella, di accettare solo la luce Pasquale, senza attraversare la prova, come tu hai sperimentato. Dacci la forza di scendere, per condividere, con i fratelli, le gioie, le attese, le speranze, i dolori e le pene di questo mondo. Solo così, potremo giungere a celebrare la tua Pasqua di Risurrezione. 
Amen.

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