Redazione. “Opere e giorni del Signore”: Seconda Domenica di Pascqua – Domenica in Albis

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 02/04/2016
Redazione. “Opere e giorni del Signore”: Seconda Domenica di Pasqua – Domenica in Albis

«Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!» (Gv 20, 19-31)

19La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». 20Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi».22Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. 23A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». 27Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». 28Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». 29Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
30Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. 31Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.


Se volessimo dare una definizione a questa Domenica che chiude la settimana della  Resurrezione del Signore, a conclusione dell’ Ottava, cioè gli otto giorni in cui si celebra l’Alleluia Pasquale, dovremmo chiamarla la Domenica della Veste Bianca, quella domenica in cui, anticamente, i neofiti, cioè coloro che avevano ricevuto il Battesimo durante la Solenne Veglia Pasquale, riconsegnavano la candida veste battesimale, impegnandosi, ancora una volta, a portare quella invisibile per tutta la vita: la fede donata.

Ma, questa domenica, è anche la domenica di Tommaso, l’incredulo, il modello di tanti uomini e donne di oggi, quelli del “Se non vedo, non credo”. Il razionalista, che ha bisogno di prove certe per credere all’amore di Dio. Tommaso, è colui che conobbe il dubbio e l’esitazione. Il suo dito dentro le piaghe del Risorto, è quasi un simbolo di incredulità; il suo nome, uno stereotipo per rimandare al dubbio. Eppure, Cristo, gli concede la prova più pesante da lui reclamata nel cenacolo, la sera di “quello stesso giorno”, quella della Resurrezione, quando si era mostrato allo spezzare il pane lungo la Via di Emmaus.

Tommaso, è forse il patrono dei dubbiosi, di ognuno di noi, che cerca oltre quello che Dio gli mette davanti con evidenza. Un’inquietudine, che come dirà, secoli dopo, Agostino di Ippona, si trasforma in una nostalgia, che avrà il suo culmine quando saremo avvolti anche noi dalla luce della Pasqua eterna.
Fëdor Dostoevskij, il grande scrittore russo, durante la sua vita, fu assalito dai grandi dubbi che lo portarono a dire, in una celebre lettera scritta nel 1854 all’amica Natalia Fonvizina, che solo in Cristo trovava la sua pace e la sua serenità. Egli vede subentrare, alla crisi e al dubbio, quei momenti di assoluta pace. E, proprio vivendo quei momenti esaltanti di fervido amore per Cristo, egli approda all’abbandono puro e assoluto della fede, che lo porta ad andare al di là della ragione, facendogli esclamare con convinzione: “… se qualcuno mi dimostrasse che Cristo è fuori dalla verità e se fosse effettivamente vero che la verità non è in Cristo, ebbene io preferirei restare con Cristo piuttosto che con la verità.”

Preghiera
Signore, come Tommaso, siamo dubbiosi e increduli. Tu, ci inviti ad accostarci al tuo corpo piagato nella Eucaristia. E’ la tua passione, che si rinnova anche oggi; per la tua passione gloriosa, siamo destinati alla luce della Pasqua. Apri i nostri occhi e ti riconosceremo allo spezzare del pane. Amen

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