Redazione. “Opere e giorni del Signore”: Prima Domenica di Quaresima Tempo Ordinario (C)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 13/02/2016
Opere e giorni del Signore: V^ Domenica del Tempo Ordinario C

Meditazioni per l’Anno Liturgico Ciclo C – Testi biblici “Nuovo Messale Festivo” – Edizioni Paoline

Gesù gli rispose: «È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo». (Lc 4, 1-13)

1Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, 2per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. 3Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». 4Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo».
5Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra 6e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. 7Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». 8Gesù gli rispose: «Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto».
9Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; 10sta scritto infatti:

Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo
affinché essi ti custodiscano;

11e anche:
Essi ti porteranno sulle loro mani
perché il tuo piede non inciampi in una pietra».

12Gesù gli rispose: «È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».
13Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.


Una delle frasi che troviamo nel Padre Nostro, la preghiera di Gesù, così come citata nei Vangeli, è, senz’altro, quella rivolta al Padre, in cui si chiede di non essere assaliti dalla tentazione. La traduzione di questa parola, è stata molto sofferta, anche nella discussione in seno alla Chiesa cattolica; due, sono, infatti, le traduzioni, dal greco, che hanno più di tutti messo in discussione l’accezione della parola stessa. Nel 2004, la traduzione voluta dalla Conferenza Episcopale Italiana della scrittura, cambia la frase con:“…e non lasciarci cadere nella tentazione”, o, ancora: “non abbandonarci alla  tentazione”.
Questo per introdurci alla celebrazione di questa Prima Domenica di Quaresima, condensata tutta nell’attuazione del Giubileo della Misericordia, voluto da Papa Francesco.
La lettura del brano evangelico, tratto da Luca, che noi seguiremo in questo anno Liturgico, ci rimanda ad un Gesù che si prepara al Ministero di Salvezza, attraverso i 40 giorni di deserto. Sceglie l’aridità, il luogo dove il male è proprio simboleggiato, dalla eterna sabbia e dal silenzio assoluto.
Logicamente, nel suo luogo di purificazione, cioè il deserto, che, come abbiamo detto, rappresenta il male, egli trova l’incarnazione malvagia di questo spirito oscuro, pauroso e misterioso. E’ Satana, il diavolo, dal greco “diabo los”, colui che divide, che si mette di traverso, lo aspetta per poterlo dominare.
Gesù, non si farà intimorire dall’angelo delle tenebre, né dalle sue tre proposte, che sono le logiche umane, della vita senza Dio. Un dialogo, che vede vincitore il Cristo, ma che non si conclude certo in quell’occasione. Come narra Luca, infatti, Satana se ne va, per ritornare all’ora fissata,  quella del Getsemani, del processo, della passione, della Croce. Nel momento più drammatico della sua vita, scopriremo un Gesù, forte, determinato, consapevole della sua missione redentrice. Sulla croce, di fronte alla richiesta assurda dei Giudei, e, soprattutto dei Sacerdoti e scribi (“Se sei Figlio di Dio, scendi dalla Croce, e noi crederemo in te”), Gesù non risponderà. Offrirà la sua vita, per riunire un popolo disperso e per compiere, fino in fondo, quella missione per cui era venuto al mondo

Preghiera
Signore, non ci tentare più delle nostre forze umane. A volte, e troppo spesso, questa vita, diventa una continua lotta, in equilibrio tra il bene e il male. E la tentazione di fuggire dalla realtà quotidiana, rischia di prendere il sopravvento sulla necessità di essere fratelli tra fratelli. Signore, non lo permettere e donaci un cuore libero dai fermenti del male, per arrivare , tra 40 giorni, a celebrare in armonio, la Pasqua del tuo Figlio. 
Amen.

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