Redazione. “Opere e giorni del Signore”: La Domenica delle Palme

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 19/03/2016
Opere e giorni del Signore: Domenica delle Palme del Tempo Ordinario (C)

Meditazioni per l’Anno Liturgico Ciclo C – Testi biblici “Nuovo Messale Festivo” – Edizioni Paoline

«Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre» (Lc 19,28-40)

In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».
Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
«Benedetto colui che viene,
il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo
e gloria nel più alto dei cieli!».
Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».


“Le parole sono pietre”, titolava un celebre romanzo dello scrittore esule torinese, Carlo Levi, autore dell’ancor più famoso romanzo, “Cristo si è fermato a Eboli”, storia di  una vita vissuta per anni, tra le miserie del Sud Italia, dove era stato esiliato per motivi politici durante la seconda guerra mondiale.
Le “Parole sono pietre”, perché  possono costruire una comunione di intenti e possono essere lanciate per uccidere colui che ti sta davanti e che ti tira fuori tutto quello che non vorresti mai dire e pensare.
Le “Pietre” le troviamo protagoniste, anche in questa domenica, nel Vangelo di Luca, il vangelo dell’ingresso del Signore in Gerusalemme, nella Domenica delle Palme.
Domenica scorsa, le pietre, dovevano servire, secondo gli scribi e i farisei, a mettere fine ad una contesa, che chiamava in causa Gesù. La peccatrice, trovata in flagrante adulterio, in attesa di essere colpita nel capo dalle pietre, le quali diventano l’atto di accusa di Gesù, contro l’ipocrisia dei Farisei.

Oggi, mentre Gesù entra in Gerusalemme per dare compimento alla sua Passione, morte e Resurrezione, troviamo le pietre che si levano ad accogliere il maestro nel suo ingresso trionfale. Pietre umane, che riconoscono in Gesù, il vero tempio di Dio fatto a sua immagine e somiglianza. Pietre che acclamano piccoli sassolini, i bambini, che attraverso l’innocenza dei loro anni, sanno riconoscere il Figlio di Dio. E ancora, i maestri, i Sadducei, gli uomini della legge di Mosè, che chiedono di far cessare tutto il clamore in atto. Ed è qui, che Gesù, nuovamente, si mostra in tutta la sua forza rivelatrice: “Se tacciono questi, grideranno le pietre”. Ovvero, se questi semplici miti, poveri, che aspettano il conforto di Dio, saranno zittiti, la natura stessa griderà e si ribellerà.
Purtroppo, le pietre che gridano “Osanna”, nel giorno delle palme, diventeranno pietre scagliate contro il figlio di Dio, nella mattina del Venerdì Santo. La parola “Crocifiggilo”, sarà l’atto di accusa, che porterà il Salvatore verso la Croce.

Oggi, inizia una grande settimana nel segno della morte, dell’amore condiviso, del dono di se, del tradimento, disperazione, silenzio e del dubbio oltre la fede. Una settimana, che si chiuderà “con una grossa pietra”, posta a custodire la speranza, uccisa per tre lunghi giorni, per iniziare una nuova settimana con la stessa pietra rotolata via e il messaggio del mattino di Pasqua: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?”.
Viviamo questo tempo forte della nostra fede, chiedendo al Signore, di poterlo accompagnare lungo la via della Croce, per risorgere, con lui, nel mattino di Pasqua.

Preghiera
Accompagniamo il Salvatore lungo la via della Croce e chiediamo al Signore di partecipare ai misteri della Settimana Santa, attraverso l’umile esercizio della preghiera, dell’ascolto della sua  parola, della partecipazione ai Sacramenti, attraverso la riconciliazione, per essere creature nuove.  
Amen.

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