Redazione. “Opere e giorni del Signore”: IV^ Domenica di Avvento (Anno A)

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 17/12/2016
Redazione: “Opere e giorni del Signore”: IV^ Domenica di Avvento (Anno A)

«…Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi» (Mt, 11, 2-11)

18Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.20Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; 21ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
22Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
23Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi. 24Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.


Nella quarta domenica di Avvento, l’ultima domenica che precede la solennità del Santo Natale, cominciamo a respirare a pieni polmoni, l’aria della Festa imminente. Anche la Liturgia domenicale, già nelle letture, ci mostra il compiersi della vicenda umana di Gesù, che si incarna nel grembo di Maria. E’ questa domenica, però, in cui ci viene proposta la figura di Giuseppe, lo sposo della Vergine, che diventa parte obbediente del grande mistero rivelato di un Dio, che per  riconciliare a se l’umanità decaduta con il peccato originale, scende sulla terra, morde la polvere, soffre l’ingiustizia, non è riconosciuto dai suoi, come avrebbe scritto anni dopo la Risurrezione, Giovanni Evangelista, nel prologo al suo Vangelo. La figura di Giuseppe, nei Vangeli, la troviamo molto poco, forse quel che ci basta, per capirne i tratti essenziali. Un uomo di nobile discendenza, che aveva i suoi progetti in mente: sposarsi, mettere su famiglia, continuare l’attività dei suoi avi, quella del falegname nella bottega di Nazareth. Il suo amore per quella donna dai tratti dolci, dedita al ricamo e alla preghiera nel tempio, si era concretizzato nella seria proposta di un matrimonio. Tutto a posto, finché qualcuno più grande, il Dio dei suoi Padri, interviene sconvolgendo la vita della futura sposa e quella di Giuseppe. Sappiamo che la reazione del futuro sposo, non fu tenera, prendendo la decisione di rimandare Maria a casa con un atto di ripudio. Ma Dio, interviene ancora, nella sua vita e Giuseppe diverrà il docile custode del Signore, accettando di  scomparire nell’umiltà, affinché il progetto di Dio si compia. A Giuseppe, custode di Maria e Gesù, affidiamo le nostre famiglie in prossimità del Santo Natale, ché le protegga e ispiri sentimenti di pace e amore.


Preghiera
Giuseppe, uomo giusto e umile, insegnaci la via della semplicità, della concordia, dell’amore nelle nostre famiglie: tu sai, che in ogni famiglia umana, c’è bisogno di ritornare a progettare le vite in crescita e quelle future, sull’esempio di valori  veri e cristiani. Tu, che docilmente hai detto si alla proposta di  divenire custode di Gesù, progetti  le nostre famiglie da ogni pericolo e avversità. Amen

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