Redazione. “Opere e giorni del Signore”: III^ Domenica di Pasqua

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 17/04/2015.
Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: “Pace a voi”

Meditazioni per l’Anno Liturgico Ciclo B – Testi biblici “Nuovo Messale Festivo” – Edizioni Paoline

Gesu’ in persona stette in mezzo a loro e disse: “Pace a voi.” (Luca 24,35-48)

Nei quaranta giorni , prima di tornare al Padre, il Risorto si fa presente ai suoi, con il suo vero corpo. Un corpo spirituale, capace di attraversare muri, di essere in luoghi diversi in più occasioni, di presentarsi a numerosi fratelli (Paolo ne conta cinquecento in una sola volta), di condividere le cose della terra, con gli occhi puntati al cielo. Ma Gesù non è un fantasma. la sua resurrezione, non è un caso di “straordinaria materializzazione”, tesi cara a paranormali e maghi dell’occultismo. Un corpo spirituale, ma anche un corpo umano, che dopo la Passione, desidera ancora rimanere tra i suoi, e condividere affetti, sentimenti amore, ricordi reciproci.
L’episodio narratoci da Luca, è il proseguo della esperienza, avuta, da i due discepoli di Emmaus, in cammino verso Gerusalemme. Il Signore, si manifesta, come per i due, attraverso lo spezzare il pane. L’Eucaristia, il rendimento di Grazie, assume, giorno dopo giorno, la sua corretta fisionomia, che appunto Gesù le ha dato nella sera del Giovedì nel cenacolo. “Fate questo in memoria di me.”
E come un maestro, quale è lui, si siede, sempre al centro (il segno, nell’antico Israele, di colui che insegna con autorità), e spezza il pane, anzi, mangia con loro, rassicurandoli: “Un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho.”

La meraviglia della Pasqua, ci restituisce un Gesù, ormai lontano dalle angosce del mondo. Questo perché lui, ha squarciato il velo, il buio, della fine della nostra esistenza. La realtà della morte, realtà tetra, che ogni creatura di questo mondo vorrebbe allontanare, con Gesù, diventa un “ritorno” al Padre, un dire “eccomi, sono arrivato a casa….nel tuo regno.. e sono con te per l’eternità, ed aspetto, assieme ai miei cari, il giorno, in cui chiamerai tutti, e  ci trasformerai a immagine del tuo corpo glorioso, senza morte, ne lutto, ne pianto…perché le cose di prima sono passate…”

Preghiera
Abbiamo bisogno di te, Signore Risorto,  perché solo tu puoi darci parole di vita eterna. La  tua Resurrezione, ha gettato una luce straordinaria, sul buio della morte e del dolore. Aiutaci a vivere questo Santo tempo di grazia, con la convinzione che, come per i discepoli di Emmaus, cammini al nostro fianco, e ci spieghi il senso del nostro peregrinare, dandoci come viatico, te stesso e la tua Parola. Amen

In copertina.
“Cena in Emmaus” del Caravaggio – olio su tela (141 x 175 cm) realizzato nel 1606 – Galleria Brera (Milano).

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