Redazione. “Opere e giorni del Signore”: III^ Domenica del Tempo Ordinario C

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 23/01/2016
Opere e giorni del Signore:III^ Domenica del Tempo Ordinario C

Meditazioni per l’Anno Liturgico Ciclo C – Testi biblici “Nuovo Messale Festivo” – Edizioni Paoline

Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore(Lc 1,1-14; 4,14-21)

1Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, 2come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, 3così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, 4in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
14Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. 15Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
16Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. 17Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
18Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
19a proclamare l’anno di grazia del Signore.

20Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. 21Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».


Il Vangelo di questa terza domenica del tempo liturgico ordinario, inizia con un solenne proemio, cioè ,come si direbbe oggi, nel linguaggio giornalistico moderno, un “cappello introduttivo ad un tema, altrettanto solenne e importante. “Scrivo a te, o illustre Teofilo…”; è così, che l’evangelista Luca, il medico, il colto, l’intellettuale, inizia la sua narrazione circa la vita e le opere di Gesù di Nazareth. Ma chi è Teofilo? Il nome, di origine greca, significa “caro a Dio”, o “amico di Dio”. Secondo gli esegeti, lo stesso Teofilo, non sarebbe esistito e Luca avrebbe usato questo nome immaginario, come esortazione rivolta alla nascente comunità cristiana. E cosa deve illustrare Luca, se non la vita di Cristo, fin nei minimi particolari? Dopo i racconti dell’infanzia, dell’adolescenza, dell’apparizione sul Giordano, Gesù, si manifesta tra la sua gente, nel luogo più sacro, la Sinagoga di. Nazareth, dove era cresciuto. Da quel pulpito, leggerà, non a caso, il capitolo del libro del profeta Isaia, che già mille anni prima della sua venuta, profetizzava l’avvento di un messia, le cui caratteristiche non sarebbero state quelle attese dal popolo ebraico, ovvero, non una liberazione dal dominio umano, bensì una liberazione integrale dell’uomo. Gesù nella sinagoga, parla anche di un anno di Misericordia, che è venuto a proclamare. Sono tante, anche ai giorni nostri, le situazioni che offrono il loro volto alla ricerca di una misericordiosa attenzione. L’anno giubilare in svolgimento, ce lo ricorda, nel suo lento fluire.

Preghiera
Tu ,Signore Gesù, ancora oggi, vieni a mostrarc ,la via della nostra liberazione, attraverso la tu vita creata ad immagine del Padre. Dacci sempre il tuo Santo spirito per vivere nel tuo amore
Amen.

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