Redazione. “Opere e giorni del Signore”: II^ Domenica di Pasqua

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 11/04/2015.
“Opere e giorni del Signore”: Seconda Domenica di Pasqua.

Meditazioni per l’Anno Liturgico Ciclo B – Testi biblici “Nuovo Messale Festivo” – Edizioni Paoline

”Perché mi hai veduto,  Tommaso, tu hai creduto…beati quelli che non hanno visto ed hanno creduto. (Gv 20,29).

Con questa domenica, termina l’ottava di Pasqua che abbiamo celebrato solennemente  domenica scorsa. Come per la celebrazione del Santo Natale, la Pasqua, che e’ il cuore e il centro dell’intero anno  liturgico, per otto giorni ( infatti Ottava) trova una gioiosa risonanza nella preghiera e nella celebrazione  eucaristica. Questa domenica, poi, viene chiamata in Albis, ( bianco), ricordo  dell’antica  usanza, dei catecumeni, che ricevevano, il battesimo nella  veglia pasquale,  erano rivestiti di una candida veste, che portavano per otto giorni, e che poi depositavano ai piedi del sacerdote, assumendo gli impegni cristiani della vita nuova in Cristo. E poi, oggi, si celebra la festa della Divina Misericordia, voluta da San  Giovanni Paolo Secondo, nel 2005, secondo le indicazioni date dalla Santa mistica polacca, Faustina  Kowalska, vissuta ai primi del novecento. Il racconto evangelico di oggi, e’ la celebre pericope Giovannea, dell’incredulita’ di Tommaso. Dopo la scoperta del sepolcro vuoto, il Risorto si  mostra ai suoi,  con il suo vero corpo, ormai gloriso. Gesu’, in piuì occasioni, mangia, parla, prega, spezza il pane con i suoi discepoli, cammina con loro verso Emmaus,  opera prodigi. La risurrezzione, peroì, e’ un fatto cosi’ lacerante, nella  mente e nel cuore, di chi anche, ha vissuto per tre anni con una persona particolare, come Gesu’, da lasciare all’umana riflessione, tutto quanto gli altri possono dire e affermare. E infatti, nel cenacolo, dove sta nascendo la Chiesa assieme a Maria, la madre, Tommaso non  e’ presente, entra il Signore, a porte Chiuse.Otto giorni dopo, Tommaso, scettico e ironico, si trova a dover testimoniare la resurrezzione del Signore, toccando i segni della sua passione. E davanti a quelle piaghe, fa la prima  grande professione di fede:” Signore mio e Mio Dio”. Il Signore, e’ sempre presente, nelle vicende della nostra vita: sta a noi, saperlo riconoscere, credendo alla sua parola di amore, che salva il mondo.

Preghiera
Come Tommaso, noi uomini di oggi,   siamo esigenti e razionali su quello che non vediamo e non capiamo. Tu Signore, ci insegni, che credere in te, non significa credere in fatti e situazioni  straordinarie. Tu ci insegni, che solo nell’amore, nella sequela verso te, nella comprensione degli altri, possiamo trovarti e scoprire il tuo volto di Risorto e presente nella nostra Vita.  Amen

In copertina.
I”ncredulità di san Tommaso” del Caravaggio – dipinto a olio su tela di 107 × 146 cm realizzato tra il 1600 ed il 1601 – conservato nella Bildergalerie di Potsdam.

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