Redazione. “Opere e giorni del Signore”: II^ Domenica del Tempo Ordinario C

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 10/01/2016
Opere e giorni del Signore:II^ Domenica del Tempo Ordinario C

Meditazioni per l’Anno Liturgico Ciclo C – Testi biblici “Nuovo Messale Festivo” – Edizioni Paoline

“Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora” (Gv 2, 1-11)

In quel tempo, 1vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. 2Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 3Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». 4E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». 5Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
6Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. 7E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. 8Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. 9Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo 10e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
11Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.


Più che commentare il brano evangelico di questa domenica, che ci riporta nuovamente al tempo ordinario dopo la sosta natalizia, vorrei invitare voi, cari lettori, a soffermarvi sulla scena descritta da Giovanni Evangelista, un quadro celebre, realizzato da grandi artisti di tutti i tempi. E’ l’inizio del Ministero pubblico di Gesù in Galilea, le nozze di Cana. Mettiamoci nei “panni”, di due giovani sposi, concittadini di Gesù. Hanno pianificato nei minimi particolari le loro nozze; curati gli inviti, con particolare attenzione, trovato il locale per una grande festa. Hanno invitato anche il Messia, sicuramente vecchio compagno di gioco, durante gli anni della loro fanciullezza in Galilea. Nel mezzo del banchetto, il “diavolo” ci mette lo zampino ,facendo venire a mancare il vino. Maria, la madre invitata, come membro della famiglia, è forse la prima ad accorgersene, visto che una mamma vede tutto, soprattutto l’amarezza dei figli nella preoccupazione per l’accaduto. Vorrebbe far intervenire il figlio per risolvere il problema, ma lui sembra volerla fermare, anche in modo brusco, dicendole: “non è giunta la mia ora”. Sappiamo poi dal racconto di Giovanni, come egli trasformerà l’acqua in vino. E’ il regalo di nozze, che, il Signore, fa ai suoi amici. Egli dona loro il vino della gioia. Lontano dai facili moralismi, dona la sua voglia di stare insieme, invita a creare rapporti nuovi fondati sull’amore. Anche non facendo mancare il vino, nella mensa è comune, è il collante del vivere insieme, “nella gioia; il che, non è poco.

Preghiera
Grazie Signore, per il pane della vita che nutre, l’olio che fa brillare i nostri volti, il vino che rallegra la mensa e ci unisce.
Amen.

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