Redazione. La colonna infame di un indagato del terzo millennio: dove il terzo grado di giudizio?

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 11/03/2015
La colonna infame di un indagato del terzo millennio: dove il terzo grado di giudizio?

Costretto a trascorrere in questo inverno che volge al termine due mesi in casa per motivi di salute, mi sono ritrovato, mio malgrado, in preda ad un “raptus da telecomando”, facendo, per un’intera giuseppe_serafini_al_telefono_150x113giornata, esercizio di zapping accanto al nuovo ” focolare” di “arboriana”  memoria. Una terapia d’urto, per guarire, da quella “TV spazzatura” di cui si fa volentieri a meno, nauseato, tra scontri di fantapolitica, processi del dopo pranzo con giurie e avvocati piu’ adatti a stare in un carosello pre cena che altro. Basta,  nauseato da tanto ”pattume”, (termine dialettale dell’Amiata, che significa sporcizia nel pavimento di cucina), mi arrendo a cose più quiete, sonno in prima linea, dopo aver spento la luce.
Nauseato. Prendiamo, ad esempio, il caso della povera Jara Gambirasio e del povero Massimo Bossetti, povero a tal punto, che, quando arrivera’ a processo, non avra’ piu’ neanche uno straccio di difesa. Smontato dalla legge e dai giornalisti di turno. Di lui, infatti, tutti sanno, ma nessuno puo’ considerare l’opposto. Un DNA che rivela le scappatelle con gravidanza della madre, un arresto clamoroso con i poliziotti che manca poco si scapicollano e fanno scapicollare il presunto ”mostro di Brembate”, prelevato da assi di legno e tubi innocenti. E  poi, queste “benedette” trasmissioni che hanno i loro ospiti fissi, che sanno tutto loro. Dalla “Vita in diretta” a “Quarto grado”, da “Porta a porta” a “Chi l’ha visto”, senza dimenticare il ruolo della Barbara d’Urso, neo cronista di nera, che  rivela ogni giorno un pezzettino del ”cattivo affaire Gambirasi-Bossetti”. Tre ”saggi” che devono per forza abitare e dormire dentro gli studi televisivi, per esser lì a ogni ora. La criminiloga Bruzzone, il direttore di un giornaletto da 50 centesimi, Andrea Biavardi, che sa tutto e dice agli altri di stare zitti, ché lui ha la verità in pagine. La dottoressa Matone, che, a furia di passare da un salotto televisivo all’altro, ha cambiato anche look. E lui, il povero Bossetti, costretto ad essere sputtanato ogni puntata. Mi domando: “E’ normale che magistrati, investigatori, criminologi, debbano dare in pasto a queste iene della cronaca, intercettazioni, analisi, documenti ed altro?…….e se per caso Bossetti fosse innocente?   E’ proprio vero… La colonna infame Manzoniana e’ ancora lì e guai a toccarla, visto che serve ad alimentare l’economia domestica del direttore Biavardi, con il suo moderno  feilleton, anzi polpettone, che ogni settimana diventa sempre piu’ squallido anziché giallo.

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