Redazione. Diritti e Doveri: L'esdebitazione del consumatore

L’esdebitazione del consumatore: liberarsi dai propri debiti (immagine di copertina ripresa da www.www.infoiva.com) In un periodo di profonda crisi economica, quale è quello che il nostro Paese sta attraversando, sono sempre più coloro che rimangono schiacciati dal peso dei propri debiti e, non riuscendo a vedere altra soluzione possibile né per sè né per la propria famiglia, decidono talvolta di compiere gesti estremi. Dunque, è bene sapere che anche per i privati, ormai “in ginocchio” per non riuscire più ad onorare i propri debiti, una via d’uscita esiste e la si trova nella legge n. 3/2012 , da subito rinominata legge anti-suicidio. debiti_per_famiglieCon tale legge si è reso infatti possibile per il consumatore ovvero ” debitore persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta” liberarsi dai propri debiti e ripartire da zero attraverso la c.d. ” esdebitazione”. Per accedere alle procedure di risoluzione della crisi introdotte dalla legge suddetta, occorre trovarsi in una situazione di “sovrindebitamento” definito quale “perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente”. Dopo circa tre anni tale legge, ancora poco nota a molti, è ritornata alla ribalta per la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale lo scorso 27 gennaio del D.M. 202/2014 che definisce i requisiti dei soggetti deputati alla gestione della crisi. Possono presentare un piano di rientro che – previo vaglio del Tribunale e degli organismi a ciò preposti – consenta uno stralcio della propria posizione debitoria, a prescindere dal consenso dei creditori, tutti i debitori che:

  1. non sono soggetti a procedure concorsuali ( ovvero consumatori, artigiani, professionisti ecc.);
  2. non abbiano fatto ricorso, nei precedenti cinque anni, alla medesima procedura;
  3. non abbiano subito, per cause a loro imputabili, la risoluzione, revoca o cessazione degli effetti del piano del consumatore;
  4. abbiano fornito documentazione che consente di ricostruire compiutamente la loro situazione economica e patrimoniale.
La proposta di piano del consumatore dovrà essere presentata presso il Tribunale del luogo di residenza o sede principale del debitore e da tale momento sarà sospeso il corso degli interessi legali o convenzionali salvo le eccezioni indicate dalla legge. In alternativa alla presentaione del piano del consumatore, il debitore persona fisica potrà tentare altre due vie. Potrà raggiungere con i propri creditori un accordo di composizione della crisi il quale sarà omologato se approvato da tanti creditori che rappresentano almeno il 60% dei propri debiti. Ovvero potrà addivenire ad una liquidazione di tutti i propri beni offrendo il proprio intero patrimonio, ad eccezione dei beni impignorabili, ai creditori medesimi. Tutte le procedure predette hanno il merito di consentire al debitore di ripartire libero da pesi e vincoli con la consapevolezza che nessun creditore concorsuale precedente, non soddisfatto integralmente, potrà più richiedere alcunché. [divider] Per ulteriori approfondimenti: Avv. Valeria Tosti Via Aceri 76/B – 53025 Piancastagnaio (SI) Tel. e fax 0577-787407]]>

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